7.2.11

Scontri ad Arcore (sangue e verità)

In questa foto puoi osservare l'arma impropria che ho avuto in mano ad Arcore, domenica 6 febbraio. L'ho usata il più possibile, prima degli scontri di cui sono stato testimone. 
La manifestazione ad Arcore vede la partecipazione di alcune migliaia di persone; almeno 5000, se non di più. Buona parte della piazza reclama diverse volte di poter svolgere un corteo. Ma gli organizzatori si rifiutano e faranno di tutto per impedire che la rabbia passi sotto le finestre del rintanato. I membri dello staff del popolo viola infatti litigano, alcuni di loro riconsegnano i cartellini del servizio d'ordine e si uniscono alle persone che vogliono far sentire la propria voce al patrono dei mafiosi. Naturalmente la villa rimarrà proibita e Berlusconi si nasconderà anche a mezzo stampa: alcune agenzie lo danno in fuga prima che inizi la mani, salvo poi rivelare in serata che lui era lì, a comporre l'ennesimo messaggio dalle grotte del Pakistan. Fuori, un'intera piazza lo odia.
Se guardi su youreporter le immagini della prima carica, puoi notare un folto gruppo di persone che scandiscono una sola parola: "vergogna". Ma questo deve essere troppo per chi deve difendere la villa della vergogna: i picchiatori di professione, gli agenti dei reparti mobili, sferrano perciò una carica a freddo, senza alcun evidente motivo. E' vero, poco prima vola un oggetto verso il digos butterato: ma era solo un pezzo di carta e adesivo per pacchi.  I manifestanti che vogliono il corteo "non autorizzato" (in tutto sarebbero stati pochi metri)  cominceranno perciò a urlare agli agenti che proteggono un mafioso, un pedofilo, un criminale, invece di arrestarlo.
E' anche vero che c'erano diversi ragazzi del centro sociale "Cantiere" e alcuni anarchici, persone però che non mi sembrano proprio da 41bis (che anzi viene usato come slogan all'indirizzo del piduista per il bene della nazione). Quello su cui sorvola la stampa (che bontà sua è riuscita persino a intravedere in piazza, insieme a  quelle di Pdci, Rifonda, Idv e Pd, addirittura una bandiera dell'Udc!) è che una parte considerevole del popolo viola era lì; non solo perché essendo un movimento spontaneo, le persone, sane e maggiorenni, fanno quel cacchio che gli pare, ma i genovesi, con la raggia in cuore nel ricordare Carlo Giuliani e il tragico G8 del 2001 (quello di Berlusconi che dice, a sangue versato: il Daiquiri era marsalato) sono lì con tanto di striscione: "popolo viola genovese". Saranno loro, con i viola piemontesi,  a subire alcune delle cariche più violente, quelle frontali a opera della P.S., insieme a diversi abitanti di Arcore e dintorni. Su un altro angolo ci sono gli operai della Yamaha di Gerno di Lesmo , licenziati in 66 e lasciati senza alcuna tutela.
Dopo le prime cariche alcuni manifestanti si difendono e lanciano quello che trovano: bottiglie di plastica e di vetro, specchietti delle auto in sosta... una Intifada in miniatura. D'altronde i celerini e i carabinieri sono ben bardati, eccezion fatta per alcuni agenti della digos che evidentemente sono lì a cercare di farsi ferire: infatti, a differenza di altre situazioni analoghe, non portano il casco, cercano l' infortunio, con congedo ed encomio. Servi fino al midollo, sono pronti a rischiare la propria testa (forse non così preziosa, evidentemente) per assecondare il bombardamento sui "soliti facinorosi" di Arcore che si scatenerà su media e bocche dei politici, compreso quel citrullo di Maroni, sì proprio quello che morse rabbiosamente un poliziotto al polpaccio (un tipo di ferita che impiega generalmente più di un anno a rimarginarsi bene). Napolitano, usuale pusillus animus, definisce gli scontri inamissibili; invece ammissibili per lui sono tutte quelle leggi vergogna che ha sempre firmato in favore del primo eversore nazionale. Certo, uno dei due arrestati era armato: di dreadlocks. E De Corato tuona all'ingiustizia per il rilascio dei due ragazzi. Lui, "escort" della 'ndrangheta a partire dal bordello dell'Ortomercato, intercede per il presidente pedofilo: mi sono sempre chiesto, infatti,  nella trattativa tra lo stato e la mafia, che ruolo abbia avuto la più potente e anticristiana associazione criminale, la 'ndrangheta: avrà fatto finta di niente? Le "sante" si saranno date al bunga bunga tra loro o piuttosto avranno avuto un ruolo, una parte considerevole? Mi riesce difficile pensare che non ne sapessero e che non ne volessero sapere nulla.
Durante gli scontri ad Arcore ho cercato di soccorrere un manifestante ferito. Ha perso molto sangue... Dopo, una donna da una villetta guardava incredula la macchia rossa sul marciapiede. Eppure si dovrebbe guardare al sangue che trasuda da villa san Martino, comprata dal corruttore totale a un decimo del  suo valore - grazie al solito mastino Previti dopo un tragico evento, un duplice omicidio con suicidio del marito scopertosi tradito.
Ad Arcore domenica scorsa nessuno ha danneggiato né rubato proprietà materiali del gran perverso, narcisista, sputasoldi 74enne. Ma non credo che il Tiepolo o il Tintoretto della villa (belin eran compresi nel prezzo!) gli siano stati di consolazione. La pace che ormai assapora sempre meno gli è stata negata anche sotto le finestre nel "dì di festa". Non so cosa ci libererà da questo malato di mente che paga i suoi schiavi per usarli come oggetti, siano essi politici e meretrici. Ma la gente che ad Arcore voleva urlargli un sacrosanto odio è il preludio alle dimissioni dal palazzo. E forse anche dal respirare...

4 commenti:

  1. Anonimo30.1.11

    DIMISSIONI PRIMA DI SUBITO!!!!!

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  2. eh, sarebbe bello..chissà...

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  3. Anonimo19.2.11

    Bravo Scacciatore ,osservazione degne di un ottimo giornalista ,naturalmente di quelli scomodi , quindi all'oblio.

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  4. Anonimo19.2.11

    Non più anonimo p.v.

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