1.11.11

I boia della polizia

In questa foto di Michele Ferrulli ho enfatizzato colore e contrasto, perché il sangue sia marcatissimo. L'immagine non può che confutare la tesi del decesso per "malore".
A quest'uomo è stata comminata la pena di morte, direttamente in strada, da 4 poliziotti. Come a Federico Aldrovandi. Senza processo, senza avvocato, senza attenuanti.  Il tragico è che i "morti invano" rischiano di rimanere tali, perché i loro assassini vestono ancora le divise delle polizie. Il messaggio che passa è che un agente può usare tutte le armi, dalla pistola al manganello alle mani, per trucidare chiunque, crudelmente, senza pietà. Quante volte ancora una persona, trovandosi semplicemente per strada, andrà incontro al proprio boia in divisa?
Mi stupisce però che il sindaco, che pure ha incontrato la famiglia di Ferrulli, non abbia pensato di far costituire il comune come parte civile nel processo che vede imputati i quattro poliziotti che fermarono e pestarono a morte Michele. E sì che il sindaco è un uomo di legge. D'altronde, l'incontro con Pisapia fu richiesto dai familiari (la moglie, la figlia col marito). Certo si era a Luglio (Michele è morto la sera del 30 giugno) e la giunta fresca di insediamento. Ma, visto che la guida meneghina sembra più preoccupata soprattutto dei soldi, che si tratti di incassarli nei modi più spregiudicati o di elargirli ai propri amichetti con qualche poltroncina, mi inquieta chiedermi che segnale vogliano dare costoro rispetto alle periferie, rispetto alla Milano dove vive la gran parte dei cittadini, che pure ha votato per loro.
Non è una forzatura per attaccare Pisapia: l'ho consigliato, l'ho votato, l'ho festeggiato insieme a migliaia di persone; ho creduto in lui, anche se ora ho smesso. Quando è stato ucciso Michele Ferrulli ho pensato, cercando di scacciare quest'idea (come poi avrei fatto tante altre volte), che a Milano non era cambiato nulla. E' vero, l'impunità dell'assassino di stato è un fatto nazionale, che tocca la capitale delle biciclette come la capitale della nazione e quella della mafia, con la sua bella ladrona che è la Borsa. Però la giunta sarebbe ancora in tempo per la costituzione di parte civile. E anche per fare qualcosa di serio, efficace per le nostre periferie, non le pagliacciate alla De Corato che non vogliono dire nulla, tipo l'assessore di quartiere. Non viviamo solo di asfalto. Né siamo degli incapaci da circonvenire.

"...Io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare... Ma loro non cambiano...loro non vogliono cambiare..."    Rosaria Schifani

P.s. E' attiva una pagina che ricorda Michele su Facebook. Lì ci sono le foto dello striscione, esposto nella curva del Milan, che chiedeva giustizia per Michele. Combinazione, era il 15 ottobre...

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