4.1.12

Don dané

Esempio di megalomania demenziale contemporanea
Da noi, quando muore qualcuno, immediatamente viene riabilitato nonostante un'esistenza non proprio adamantina. Ora Craxi ha in questo Famedio vergognoso un nuovo compagno: quel don Verzé che di don aveva solo il nome, come mostra la frase rivolta al prelato da monsignor Montini (futuro Paolo VI):  "Ma lei perché fa il prete?" - infatti qualche tempo dopo lo scomunicò. Verzé non era un sant'uomo e alla Curia ambrosiana questo era già chiaro dagli anni '60. Perché il padre padrino poi era venuto via dalla sua diocesi, quella veronese? Don Gigi, dopo le varie censure ecclesiastiche era instradato a essere sconsacrato. Ma... C'è sempre un "ma" in questo nostro paese bellissimo e istigato al suicidio.
Si suggerirà da certa parte che la magistratura, essendo comunista, sia per forza materialista, atea e anticlericale. Eppure tangenti, abusi edilizi, corruzione... e chissà quanto altro ancora emergerà, sono stati appannaggio di "un uomo di chiesa" nel senso più mafioso del termine.
Costruì un ospedale vicino a una discarica. Glielo lasciarono fare perché un altro abuso, quella Milano "2" rubata, fuor di metafora, all'agricoltura avrebbe così avuto ospedale (e persino metrò e università) confinanti. Il colosso che col monte Tabor non c'entra un tubo viene osannato come centro innovativo, di studi e insomma il tipico corredo del barlafuss. Come se sia giusto che, dismettendo lo Stato la ricerca, siano poi enti privati (con chissà quale etica epistemologica) a condurlo, guarda caso con finanziamenti pubblici () che magari giungono per vie traverse.
Sara De Santis su "Cronache laiche" ha scritto quanto mai bene su Verzé. Bene nel senso collettivo, per cui questo modello, osserva l'autrice, sarebbe da abbandonare. Si è già parlato persino di prostituzione pedofila e certo le Olgettine, con la comparsa della Minetti, chef entreneuse, gettano ombre da peggio magnaccia sulla figura del don.
Per un santo che si faceva calpestare, troppi hanno calpestato la santità come mercanti nel tempio. Qui non si tratta proprio di fede. E i soliti, malefici e satanici servizi segreti?
Ma in Italia si fa così, si prostituisce qualsiasi cosa pur di fare affaroni. Don Verzé e, per dire, Tabacci sono due facce della stessa medaglia: doppiogioco, corruzione e profitto elitario a scapito del collettivo. 
Non credo in dio e un po' mi dispiace: l'inferno sarebbe il posto ideale per demoni come Luigi Verzé.

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