26.1.12

Professione: disperato

Réclame del mercatino dell'usato di Baggio, in via Seguro
Quante categorie di lavoratori sono contro il governo e con toni  drammatici. Mentre il Monti ("il" per par condicio alla Fornero) vede l'uscita dalla crisi, la sensazione è che nel tunnel ci sia stata pure una frana, quindi vai a sapere se e quando se ne esce.
Continua il paradosso schizofrenico per cui la macchina è più importante di chi la guida: i soldi, che dovrebbero essere uno strumento, sono invece più importanti delle persone. Banalissimo affermarlo, quanto dire che il Monti è un massone, figlio di un banchiere e ciò che lo distingue dal predecessore è solo una flemma insopportabile. Con cui accompagna le sue frasi da sepolcro imbiancato, tipo: niente blocchi delle strade, ma garantito il diritto di sciopero. Il non detto è: niente equità, ma garantito il diritto degli speculatori, i sacrifici umani sull'altare del capitalismo e la devozione più completa alle radici bancarie dell'Europa. Non è da cialtroni fare il boss del gotha degli economisti, la Bocconi, e poi aumentare benzina e sigarette? E l'Ici del Vaticano dov'è finita? Ma quale sviluppo, ma quale salva-Italia, questo qua è un truffatore matricolato. Tecnico vorrebbe dire "esperto"; il Monti lo è a prendere grandi stipendi immeritati. La dittatura del mercato non voleva elezioni e così è stato. 
Immagino il destino della riforma delle professioni, che sarà a sua volta all'insegna dell'iniquità, visto che non si può comprar casa senza un fottuto notaio o un farmaco con ricetta in una parafarmacia. Aumentare il tirocinio in università non significa far crescere negli studenti l'esperienza del mondo reale lavorativo ma tenerli in parcheggio. Ma sono poi liberalizzati i prezzi di servizi bancari, assicurativi e energetici?  Balle. Come i sacrifici per tutti.
Sarà dura arrivare fino al 2013, quando il Monti tornerà a fare il parroco della Bocconi. Chissà quante manovre verranno varate. Chissà quanti perderanno l'equilibrio, le sicurezze, se non la vita. Il titolo di questo post sembrerà la solita iperbole: non lo è, a guardare gli annunci di chi cerca lavoro definendosi, sempre di più, "disperato"...

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