2.2.12

Di strada si muore

Tempo fa pensavo di scrivere un decalogo sarcastico dell'automobilista,  tipo "1. Le lampadine consumano, non mettere le frecce mai e di notte vai a luci spente". Poi è stato ucciso il vigile Savarino e non me la sono sentita più.
Questi giorni siberiani hanno messo ancor più in luce quanto la strada sia pericolosa e quanto allucinati siano molti automobilisti. Di immagini come questa, ripresa  ieri sera in via Novara, se ne son viste molte con la neve. Ieri mattina, sempre nella stessa strada, un tizio forse esasperato dalla lentezza della sua fila, minacciava di speronare le auto di un'altra colonna. Non credo però che i lavori effettuati e in corso, volti a ridurre sede stradale e quindi velocità, servano; poco affidabile è il Maran. Anni fa una ricerca inglese aveva dimostrato che in prossimità degli autovelox i pedoni, la categoria più debole insieme ai ciclisti, sono quelli a maggior rischio: gli automobilisti, paventando una sanzione, in prossimità degli accertatori guardano più il tachimetro che la strada. Sinceramente non so cosa possa servire oltre alla patente a punti: il problema è culturale e servirebbero politiche specifiche, mentre il governo sembra più preso da spremere denari, così come è chiara a tutti la medesima vocazione vampiresca e affatto ecologica dell'area C (C come cazzata).
Comunque riconosco -  non certo per la nuova censura geolocalizzata di Google - che il comune a guida del Pisapia ha fatto il possibile per questa piena di maltempo, almeno qui, distinguendosi dai predecessori montati a neve, nonché da altri colleghi, sempre presunti di sinistra, i sindaci di Sesto e Settimo. Sono soprattutto grato, nel mio piccolo, per l'apertura - finalmente - del mezzanino della metro in Centrale a favore dei senza dimora. E bravo il Majorino, occuparsi degli altri richiede più concretezza che propaganda...

P.S. Nei giorni successivi due persone, un nordafricano e un'ucraina, sono morte assiderate per strada: la legge sulla clandestinità fa temere a molti stranieri di aver diritto solo al dolore, al rischio di morire di gelo senza un posto dove stare. Per questo motivo Bossi, Fini, ma soprattutto Livia Turco e Giorgio Napolitano, dando luce a leggi fratricide sono a mio giudizio degli assassini.

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