14.8.12

Perché sono vegetariano

Post di ringraziamento per le 20.000 visite al blog
Giorni fa un cretino ha scritto su Google+ inneggiando al consumo di carne e al mangiare i vegani. Pagliaccio o no, l'ho segnalato per incitamento all'odio. 
Mi lascia perplesso tutto questo livore per chi fa una scelta personale e rispettabilissima. Ci sono bar dove ti ridono in faccia se chiedi un panino vegetariano, per non parlare della ristorazione dove si viene giudicati dei paria - soprattutto in tempi di recessione. 
Il termine vegetariano viene, dopo diversi passaggi, dal latino "vegetus", che significa "forte, sano, vigoroso". Nella storia umana fu Zoroastro il primo a predicare, insieme alla non-violenza, il vegetarianismo; una scelta non casuale, visto che nel mangiare sangue e resti di un vivente c'è un continuum di crudeltà con la macellazione, pratiche violente di cui potremmo fare a meno, visti gli agi della civiltà. E poi Pitagora, Budda, il Tao, Empedocle... furono fautori di questa scelta di vita. 
Salvare gli animali salva tutti: gli allevamenti producono inquinamento, specie di gas serra, ma non solo. E mangiare viventi uccisi aumenta anche le malattie: cancro, infarto, diabete. Se mangi la morte, cosa ti aspetti che accada? Poi, visto che l'uomo spesso è deficiente, dagli allevamenti partono tanti altri mali: mucca pazza, polli alla diossina, aviaria, suina, antibiotici a go-go... Una dieta vegetariana pare salvi da molti malanni, compresi l'Alzheimer e i calcoli. Basta leggere la voce Vegetarianismo su Wikipedia per farsi un'idea.
Lungi da me l'idea di scimmiottare il buon Francesco d'Assisi o Margherita Hack, né sono vegano: ma non potremmo permetterci il lusso di risparmiare quelli che, davvero, potrebbero essere nostre sorelle e fratelli?

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