13.2.13

Giuliano Ambrosoli

Sono un po' spaventato dal Giuliano Ambrosoli. Non si chiama Giuliano? Eppure anch'egli è avvocato, arancione e sparato nell'empireo regionale come il nuovo, il democratico, l'innovatore.
Leggendo il suo programma da un lato resto sconcertato, al limite dello schifo, per espressioni tremendamente banali, tipo usciamo dallo schematismo alla facebook reagendo con “Mi piace” o “Non mi piace” (tema la sanità) oppure cittadini-consumatori (ambiente) e ancora una performance non scadente rispetto al resto d’Italia, a proposito della spesa sociale della giunta precedente. Forse l'avvocato non viveva in Lombardia prima d'ora?
Andando alle misure proposte, diventa però immancabile la commozione per l'uomo "giusto": lavoro, condizione femminile, reddito, impresa, ecologia, digitale, trasporti, fondi ai Comuni... A me però sembra un copione già recitato. Considerando i pezzi meneghini che si vuole portare dietro (tipo la Castellano) ho l'angoscia di andare a votare. Se potessi darei la preferenza solo a Giulio Cavalli, uno che non mi ha fatto pentire della delega accordatagli, che grazie a google+ posso seguire quotidianamente, uno contro la mafia senza tante manfrine. Ma l'Ambrosoli partorirà davvero 300.000 posti di lavoro? Farà tutto ciò che promette? E sulla scuola perché il programma sorvola? Il sociale sono solo i fondi europei, non progetti innovativi - e chi saranno i soggetti del welfare premiati perché sapranno creare occupazione?
Ho sempre i brividi e non è l'inverno. Andrò a votare come si va a fare una cosa odiosa. Il guaio è che temo di non essere l'unico a pensarla così. Ma perché, perché dobbiamo sentirci adulati come cittadini solo per quella benedetta tessera elettorale...

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