6.2.13

Sulla pelle dei detenuti...

La Severino un mese fa diceva che non si fa campagna elettorale sulla pelle dei detenuti, perché non era stato calendarizzato il ddl sulle misure alternative. Questa la difesa della guardasigilli dopo la strigliata di Strasburgo, nata da un ricorso di detenuti di Busto Arsizio. Credo che dalla stessa sentenza nasca pure la visita di oggi di Napolitano a San Vittore. Sinceramente avrei preferito sentire il presidente del Csm parlare di amnistia molto prima e non certo in scadenza del mandato. 
Da almeno un decennio quasi la metà dei ristretti sono in attesa di giudizio: significa che fino al giudicato costoro sono presunti innocenti, come ricorda l'associazione Antigone, di cui trovi il banner nella colonna a destra del blog - loro danno uno spaccato molto reale della situazione. Leggi insensate quali Bossi-Fini e Fini-Giovanardi andrebbero abolite, questo sì sarebbe uno "svuota-carceri". Il penitenziario è inumano per definizione, ma quello italiano va avanti tra suicidi, violenza, psicofarmaci e insomma crudeltà istituzionale. 
Vorrei che chi non ha la più pallida idea della situazione straziante delle prigioni stesse zitto. Ma proprio l'uso politico del carcere, ad opera soprattutto della Lega, foraggia persone comuni a sparare boiate crudeli sui carcerati. Parlando pretestuosamente di vittime, come se, ad esempio, lo status di clandestino presupponesse chissà quali atti a danno di qualcuno. Un semplice, maledetto reato amministrativo, insensato quanto lo è che i leader politici che stornano per sé soldi pubblici girino a piede libero. Ora campeggiano coi loro faccioni ipocriti dai manifesti elettorali, mentre gli invisibili muoiono interiormente e biologicamente. I mafiosi trattarono con lo stato per non avere il carcere duro, invece gli altri 60.000 e passa ristretti lo vivono quotidianamente, ecco la giustizia all'italiana. Cosa farà in questo senso il nuovo governo? Vedremo la risposta, ma non mi aspetto nulla di buono...

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