18.6.13

Se avessi paura

Ieri ho avuto una strana sorpresa, scorgendo la stampa di un post del blog sul tavolo della polizia postale. Non scendo nei particolari per ora, già mi pare tanto aver dedicato un articoletto a un personaggio tipicamente nostrano. Ho invece, era giocoforza, vagato in riflessioni sul mio esprimermi tramite "Scacchiatore".  
 Sto abdicando dal fare di queste pagine uno sguardo sull'attualità milanese. Al colmo del disgusto per la città, cedo il passo ad altri, menzionati nei rolling blogs; non tutti però, detesto chi usa il pluralis maiestatis, armato di un italiano miserabile, disprezzando il "Corriere" mentre sotto sotto compra (chissà anzi che, forte dell'anonimato odierno, domani non mandi il curriculum in Solferino). Sibillino? Be', la mia non è paura ma, al massimo, pigrizia. Fisica. Come non mi va di scendere al livello di uno che non sa nemmeno scrivere "herpes", così delle beghe giudiziarie mi annichiliscono gli adempimenti, le carte, le procedure. Oltre questa indolenza, mi sento anche colpevole perché un pm o agenti della postale debbano occuparsi di me, invece che di crimini cruenti e truffe. Se mai, mi piacerebbe che le Fiamme Gialle si decidessero a setacciare finalmente le onlus, una galassia dove il paravento del "no profit" copre esattamente l'opposto.
"Ma chi te lo fa fare", mi sono sentito dire molte volte. Se avessi paura, non avrei scritto nulla, o avrei cancellato tutto e chiuso il blog; magari sarei corso in ginocchio da chi mi ha querelato a chiedere scusa. Tutto ciò però non è nelle mie corde. Ammetto, se mai, di indulgere nella scorrettezza: a volte cambio i post, li limo o li elimino, evito solo per quelli commentati che tali rimangono - e per commenti intendo quelli veri, non di spam.
Non mi piace scopiazzare i blog blasonati. Ci sono articoletti che tengo in mente senza avere voglia di buttarli giù anche per mesi e intanto capita che l'argomento veda luce altrove. Neppure, ti assicuro, mi scrivo commenti da solo, né mi do i + di google, ma soprattutto non passo le giornate a navigare sul blog per aumentarne le visite. Quando vedo che l'interesse aumenta, mi capita di pensare sorridendo di aver creato un mostro. I pezzi li ho presi qua e là, dalle anime di chi, temo, avrebbe da dire molto più di me, semplicemente perché non ha un tetto sopra la testa.
C'è chi scrive di odiare la città mentre invece se ne sente essenziale. Io me ne sento avulso, come un ablativo assoluto che di mestiere fa il sopravvivente. Poi sì, scriverò ancora qualcosa su Milano, almeno finché continuerò a marcirvi. Magari in modo meno cronachistico, più alla.. Scacchiatore. Sognando nel frattempo un'altra città, dove avere il coraggio di rifugiarmi, un giorno.

4 commenti:

  1. Assecondando il tuo non voler scendere nei particolari, posso solo dire che: la censura sta alle piccole cose come alle grandi sta la .....
    E (per quello che può servire scriverlo): tutta la mia solidarietà!

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  2. Grazie angie, la solidarietà è comunque preziosa, l'ho imparato dal buon Silvano anni fa. Non ho indicato il post incriminato per non svegliare il can che dorme, mischiando il discorso con un blog che mi fa venire l'orticaria. Magari il figuro passerà di nuovo, come fa ogni tanto cercando un tributo di paura. Per intanto mi godo la calma...

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  3. Anonimo28.6.13

    Un plauso alla celerità della giustizia. Nessuna censura, ma il ripristino della verità. Perché per quanto cafoncelli non ci si può permettere di dare del ladro a chi non si conosce. Un saluto

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    1. To', chissà chi sarà mai questo anonimo, forse qualcuno che ha paura di dire chi è. Eppure mi sembra di conoscerlo, uno dall'ego vanamente smisurato e traballante. Bene bene, attendiamo gli eventi. Chissà che non ne vedremo delle belle...

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