9.12.13

Vogliono il nostro male

Visto che oggi parte la raccolta dell'umido anche nelle zone 2, 3 e 9 di Milano ero tentato di scrivere un salottiero, personalissimo boicottaggio, dato che oltre al compost si produce il nocivo biogas. Ma oltre a realizzare che se volessi scioperare contro gli inceneritori, dovrei trasformare casa in una discarica, in queste situazioni mi viene sempre in mente l'episodio dell'allora presidente della provincia fiorentina Renzi che insulta un'oncologa, preoccupata per un nuovo termovalorizzatore, fonte sicura di tumori ("Mi procura troppi malati"). Perché Renzi "spettacolava" così? Per il nostro bene? O per reconditi interessi di parte? Mi pare sempre di restare in un sillogismo, senza aumento di conoscenza, ma certi episodi sono significativi. Non è inquietante che chi, come la dottoressa Gentilini, era schierata per il NOSTRO bene, fosse ridicolizzata?
Allora, tanto per restare nel già detto, è noto che siamo in 7 miliardi sul pianeta e aumentiamo di numero. Siamo troppi per essere governati e i padroni del mondo lo sanno molto bene. Perciò le guerre saranno sempre un ottimo business, meglio ancora se attuano genocidi. 
Qualcuno potrebbe trovare ideologicamente accecata la posizione di chi diffida dei vaccini. Invito caldamente a leggere l'articolo "Vaccinare il Mondo: Gates, Rockefeller vogliono la riduzione della Popolazione Mondiale". Alla luce di simili rivelazioni non credo che, per restare a casa nostra, perseguitare chi sostenga una determinata posizione, come i fratelli Marcianò sulle scie chimiche, abbia senso per il bene comune. E' violenza antidemocratica, come quella di Renzi che non cita uno studio scientifico contro quello di Coriano (Fc), ma offende in modo maschilista, violento e "colluso". Lolito è ancora lì (oddio magari lo fischiano ma lui c'è) e si ripete la pantomima nata dal Pci di Togliatti: grilli parlanti e opposizioni di scena, quel che conta è il capitale, il profitto, lo sfruttamento umano fino all'annientamento.
Non manca mai un bambino che riconosce quando il re è nudo e resterebbe solo di dire basta, ma si opta sempre per quella vita che è il monologo finale di Trainspotting ("Choose life"). Così tremendamente banale, così orribilmente letale...

Nessun commento:

Posta un commento