25.3.14

PRA ≠ privacy

Banalmente, dati pubblici non danno privacy. Ma perché, se devo fare la revisione dell'auto, mi giungono lettere di officine che mi ricordano la scadenza e mi invitano da loro?
Una sibillina circolare del 2010 del (presunto) garante della privacy legittima l'uso del Pra da parte di società del settore auto o di ricerca statistica, per comunicazioni di interesse come la scadenza della revisione. Peccato che la circolare vieti alle stesse società di usare i dati per finalità di comunicazione commerciale e per l'invio di materiale pubblicitario, in assenza di consenso dell'interessato. Le risate! Chi mai mi scriverebbe per ricordarmi un impegno, così, gratis et amore dei? Solo il buon portale dell'automobilista, non per nulla emanazione del ministero dei trasporti, quindi un servizio pubblico, non dedito al profitto (in teoria). E' invece evidente che la proposta commerciale c'è, se le officine mi invitano ad andare da loro con una chiarezza comunicativa ineguagliabile: tariffa, orari, mappe, contatti e persino l'informativa sulla privacy!
Dubbi: se a me una visura al PRA (ottima onomatopea) costa 8,83 euros, quanto cavolo spendono 'sti qua per avvisare il prossimo della revisione, calcolando pure il costo di personale, stesura, stampa e invio delle missive? Non sarà che all'Aci c'è... compiacenza? Tanto interesse non potrebbe celare pratiche truffaldine? La revisione costa sui 70 euros, ma che ne sa un automobilista, magari senza un meccanico per la vita come il mitico Renzo di Affori, quando ascolta discorsi tipo: "Guardi, deve cambiare gomme, marmitta, freni e ammortizzatori, il tutto per... E' debole di cuore? Soffre di svenimenti? Il tutto per... [un salasso]. Su, non pianga, ha in omaggio i tappetini [costo 10 euros all'emporio cinese]. No, il tagliando è a parte. No, niente pagamenti in natura... Piuttosto, a reni come sta? Scherzo! Sarà mica nel Crif, eh?"
Che poi il Pra sia un sistema inutile (W la Motorizzazione!), costoso, fascista (di nascita) e poco trasparente l'ha già spiegato Sergio Rizzo sul Corriere. La santa Corte dei Conti lo diceva già decenni.
In definitiva, le letteracce mi hanno un po' intimorito, come se non avessi alcun firewall a proteggere la mia sferetta privata. Ma, mi domando, in generale quanto sia utile quel registro. E se il PRA fosse utile a uno stalker? Troppo pindarico? Chissà che non sia già accaduto...

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