11.5.14

Esibizionismo mentale

Ho sempre qualche remora in questi benedetti post autoreferenziali. Però ci tengo a scriverli, forse perché a volte sento tutta questa cosa un po' traballante, il senso del blog.
Sto per raggiungere le 50.000 visite. {Ma possibile non abbiano di meglio da fare?} :D 
Con l'estate la statistica del blog si dopa, grazie al post sui pomodori. Il che mi commuove, perché non c'è nulla di più sacro di un frutto della terra. Le piante hanno qualcosa di divino.
La pubblicità, sì ne ho già scritto troppo. Mi ha fruttato finora circa 21 €, quando arriverò a 70 Google me li verserà. Penso nel 2024 o giù di lì. Poi continuo a bloccare gli annunci che odio (il turismo israeliano si conferma il più corrivo e subdolo), eppure così dico la mia nel sistema che vincola, insomma, tutto Google. Cioè il web o quasi, oramai. Sì, il mio minuscolo rifiuto conta poco. Sì, insieme ai mercanti nel tempio ci metto la politica, i morti invano. Serantini morì 42 anni fa, di carcere e di mancata assistenza. Ma soprattutto morì di guardie. Guardie. Si dice che non ci fosse un solo punto intaccato dal sangue, cioè dalle botte. I morti invano sono il male oscuro delle democrazie. Sarò pirla, ma in fondo per questo scrivo qui.
Scrivo qui soprattutto per espormi. Ai tempi era leggendario il controllo. Indubbio che vi fosse, ma a volte si esagerava. Ecco, allora io mi espongo. Tanto la digos, la polizia politica, non ha da penare a trovarmi. A ricordarmi ancora che sarei pericoloso. Tranquilli, a parte la sensibilizzazione ai cortei (troppi), piuttosto che  vedervi, permettervi di verbalizzare che c'ero, faccio altro. E forse scrivere qui, in qualche modo è più efficace che andare in un corteo...

 Volevo solo ricordare i compagni nel sogno. Tra poco ci sarà la sentenza del processo Rostagno. Il mio pessimismo, questa giustizia malata... Quel dolce angelo bianco di Mauro è stato ucciso dalla mafia. Come il compagno Peppino, folletto nella stessa terra di agrumi. E' un filo rosso, che arriva al sorriso, l'ultimo, del giudice Paolo. Non avrei mai pensato di amare tanto i giudici. Ma li sterminano, perché lo stato non deve guarire dalle metastasi. Ora però l'esplosivo è virtuale, legale. "Ti tolgo l'inchiesta, Nino: ti sei ritrovato i bazooka sotto l'ufficio ma che vuoi, cosa pensavi, la droga più grande è la democrazia."

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