27.6.14

Trafficanti di persone



C'è una categoria di persone contro cui sfogherei tutta la mia violenza repressa, la mia aggressività da codice penale: i trafficanti di uomini (e donne, e bambini). Questi esseri immondi fanno soldi sulla vita altrui. Tanto, loro, rischiano un po' di carcere. Un carico di arance ha più rispetto di uno di esseri umani; i responsabili del trasporto rispondono anche solo di una cassetta di frutta distrutta, mentre della vita di chi fugge da guerra, fame, tortura, morte, sembra importare poco. Ogni volta che qualcuno agita lo spettro dell'invasione straniera, è come se facesse vilipendio del dolore, delle lacrime, dei corpi di chi subisce questa ignobile schiavitù. Diffusa come neanche ai tempi delle colonie, la tratta come "business" è seconda solo al traffico di stupefacenti. Un giro di soldi calcolato in miliardi di euro, esternalità positiva (per i mercanti) dello sterminio attuato vendendo strumenti di guerra, vaccini inutili, latte in polvere, semi ogm a scadenza... 
Le responsabilità internazionali sono alquanto evidenti. Il sistema Eurosur per la sorveglianza in mare non ha fatto molto, ma se è vero che l'operazione "Mare Nostrum" ha preso in carico più di 30.000 persone, salvandole, be', si potrebbero criticare i fondi spesi? Dalla fine degli anni '90 più di 20.000 individui hanno avuto per tomba il Mediterraneo.
Chi tra noi inneggia ai paesi che respingono calpesta migliaia di morti, in un nazismo inconscio, ignorante, miserabile.
Guardando invece alla maggioranza degli stranieri che vivono ormai qui, che non sono arrivati come rifugiati, ma con permessi turistici e ricongiungimenti, con il loro pagare le tasse, affittare e comprare case, aumentare i consumi, l'economia ne ha ben da guadagnare. Senza gli italiani di adozione, sarebbe dura pagare le pensioni. Ai nostri anziani.
Quanto ai rifugiati, come su tutta la questione c'è ampia letteratura, specie in rete. Oltre le Alpi è il loro futuro mentre il nostro paese è rinomato per faticare ad avere un avvenire radioso. Peccato solo che la procedura Dublino obblighi a chiedere asilo nel paese di ingresso. Va abolita, come è stato soppresso il nostro premier - non a caso - di allora. Tanto però, l'Italia non ha una legge sui rifugiati. Gestendo la cosa come emergenza, alla Bertolaso, prosperano truffe, ai danni dello Stato, a vantaggio di politici e corollari amici di albergatori, enti religiosi e immancabili onlus. E con le fobie guadagnano i razzisti istituzionali, invece di denunciare che nel traffico di umani sono coinvolte le 'ndrine. Non vado oltre, per il raggelante pensiero che, come racconta l'ANSA, la 'ndrangheta lucra persino sulla pedofilia...

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