16.2.15

l'arte della menzogna

Ridurre una parola a uso della lobby del terrorismo (politici alla Obama e Renzi, militari, spie, armaioli, psicotici, etc...) è la ragione di mentire. Jihad può avere molti sensi, ma non quello che ci propalano. Un credente musulmano si deve cimentare con l'umiltà, la preghiera, l'onestà, la solidarietà, la generosità, contro il denaro, contro l'arroganza, contro insomma quelli che sono i mali dell'uomo. Ecco allora che c'è qualcosa che sa di bruciato, che puzza di imbroglio, che sembra uscire dalle pagine di Machiavelli.
Questa foto non è nuova. Potrebbe essere falsa? Perché no, tanto quanto quella degli aerei sullo skyline di New York l'11 settembre 2001. C'è più di un... buco, in una delle Torri Gemelle. Si vedono dei sopravvissuti a una, probabile, esplosione, non si scorgono pezzi di veivoli né fiamme. Se una menzogna arriva a essere grande quanto un aereo, anzi, due, calpestando sangue, lacrime e sconcerto, perché dovrei credere che l'Isis sia "a sud di Roma"? Perché non potrei farmi venire dubbi su questa terribile e terroristica guerra contro l'Islam?
Obama promise di chiudere Guantanamo. Non lo ha fatto. Per ben due mandati. Ecco allora che tutti accostiamo l'orrore alle tute arancioni. Siamo obbligati a farlo. Siamo agiti, per dirla alla Luttazzi, da una "commozione melodrammatica: il kitsch sentimentale è l’emozione dominante di un Paese non a caso cattolico".  
Un vero musulmano non deve mentire. Un politicante, un generalaccio, un agente segreto, un produttore di morte armi, un pennivendolo, possono inventarsi qualsiasi cosa, mentire spudoratamente perché è il loro mestiere, la loro ragione di vivere: la dialettica della menzogna. E quindi possono spingerci a pensare persino che dobbiamo odiarci, mentre col sapere che c'è oggi, potremmo vivere tutti in armonia e ottimamente. Ma no, anzi... Penitenziagite! (tanto per fare Eco a uno dei numerosi e spudorati tromboni della terza guerra mondiale).
L'aspetto dell'Islam che invece, più mi commuove, addolcisce e fa sognare, è il saluto dei credenti: su di voi la pace.

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