29.3.15

banche padrone

Poco fa, Ubi Banca ha annunciato, sulla propria pagina facebook, la fine completa del "down" di tutto il sistema, per l'aggiornamento legato all'ora legale. Molti clienti però si sono trovati senza i propri soldi per circa 12 ore, come neanche in un attacco di hacker. Chi ha dovuto abbandonare la spesa al super, tra gli sguardi pietosi degli altri - pensando magari all'ennesima vittima della crisi, chi non ha potuto fare benzina, controllare con app e web il saldo, chi s'è attaccato al telefono senza riuscire a contattare il servizio clienti, ma, maxime, chi allo sportello ATM s'è visto comparire la laconica frase "carta priva di disponibilità", con naturale panico conseguente.
A pensarci, può capitare un disservizio tecnico,
anche se 12 ore, la domenica prima di Pasqua, è da record. Può anche essere scontato che alla fine, l'unico canale per comunicare il problema, sia fartbook. Si può magari anche passare sopra il fatto che si tratti di uno dei primi gruppi bancari italiani, pronto a inglobare altre piccole compagnie. Con un ultimo sforzo, è possibile dimenticarsi dei vari scandali che hanno riguardato la banca (fondi nel Lussemburgo del demone Juncker, perquisizioni, inchieste giudiziarie, etc.) che, in fondo, non è l'unica accolita di santi ("sante"?). Quello però che mi dà più da riflettere è come l'episodio odierno mostri tutto il potere reale sulle nostre vite. Il denaro elettronico sarà più sicuro, ma davvero? Le banche ci tengono per il collo e qualcuno proprio lì ci mette una corda, esasperato da una divisione sociale in caste (bancarie). Hanno un potere sconfinato, oltre gli Stati, oltre i popoli, oltre la decenza. Sarà sempre così?

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