18.10.16

Contro il suicidio

Si dovrebbe rimanere in silenzio quando si è a lutto. Non lo fanno i politici e anzi usano anche le bare come passerella...  Scrivo questo protestando contro la protesta più grande: il suicidio.
 
Quando ti ammazzi gli fai un favore. Uno in meno da sottomettere, da controllare.
Se rivolgi la rabbia contro te stesso, non sarai un ribelle. E forse, si sono risparmiati pure un tirannicida.
Quando non ti ami e ti odi al punto di soffocarti, stritolarti, avvelenarti, affogarti... è come se avessi risparmiato il lavoro ai tuoi nemici.
Quando ti fai fuori da solo, gli eviti di dover ripensare quel comandamento, sesto: non ucciderti. 
Non ti dico che la vita sia un dono: ma il tuo tempo, le tue azioni cordiali possono essere un regalo per chi incontri. Perché come mostra Confucio ognuno ha la sua bellezza, ma non tutti riescono a vederla.

Quando te ne vai in punta di piedi, senza disturbare, magari senza gridare al mondo che lo stai per fare, ci lasci di merda. E non mi scuso per la volgarità, anzi l'espressione mi pare pure eufemistica.
Non posso dirti "non farlo", ma ti chiederei: "perché?". Ed è quello che ci rimane, dopo, un perché grande come un oceano. E ci mancherai, di brutto, fossi anche Satana in persona.

                                                                               Riposa in pace Damiano.   

5 commenti:

  1. Grazie per il punto. Spero che sia un modo per dire che sei d'accordo.

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