15.2.17

signorine illegali

Niente paura, non scendo certo ai livelli di una ciofeca come Libero: a quella sottospecie di giornalisti che attaccano certi politici in termini maschilisti andrebbe ricordato che la violenza di genere comincia dalle parole, le botte vengono sempre dopo gli insulti.
Da anni In Italia circola la leggenda che una legge avrebbe abolito l'uso del termine "signorina". A quanto pare però una simile norma non è mai stata approvata, nonostante molti in rete affermino il contrario (senza mai però citare veri riferimenti legislativi).
Sicuramente gudicare una donna dal fatto che sia sposata o meno è discriminante. Ma si può essere poi così sicuri che ragazze e giovani donne detestino quel termine? Che non soffre più del disprezzo di un tempo per le "zitelle". Sembra che molte ragazze non credano al matrimonio, non lo vogliono e non lo cercano. 
Per molte donne essere chiamate "signora" suona come la sanzione di non essere più giovani e trovano quella parola più odiosa di signorina. Certo, non mi piacerebbe sentirmi definire signorino (se non per scherzo) ma mi dà molto più fastidio se mi si dà del "ragazzo", mentre ormai veleggio verso i 50. 
Ci sono ragazze che amano le tradizioni, che trovano in "signorina" una forma di cortesia, un po' come il gesto da galateo di tenere la porta aperta e far passare prima una donna. La lingua viene plasmata da chi la usa, piaccia o non piaccia. E poi, mi sbaglierò, ma ci può essere un uso scherzoso, se non vezzeggiativo di quel termine.

"Buonasera signorina, kiss me goodnight."
                                              Fred Buscaglione

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