5.9.09

Ligabue (Antonio!)

Per il mitologico pittore, Google trova meno di 100.000 risultati, per l'insulso cantante sfora i 2,6 mln. Eppure è molto più emozionante farsi ipnotizzare da uno dei tanti viventi ritratti o plasmati dal pittore che sopravvisse a Gualtieri. Si sentiva molto più vicino a loro, agli animali, dato il suo essere border-line. Se dipingeva una tigre, con la voce ruggiva, con le mani dava zampate. Sentiva le cosiddette bestie come compagne, le comprendeva, le amava, diceva: "Io gli animali so come sono fatti anche dentro". D'altronde, molti gli divennero amici quando ormai i suoi quadri si apprezzarono. Lo chiamavano "tedesch", "vagabond", "matt" e anche "bestia". Ma nelle sfuriate coi gualtieresi rispondeva che "a me faranno un film quando sarò morto, a me faranno una grande mostra a Parigi, a me faranno un monumento, perché me sono un grande artista, avete capito?!" E così fu, sono numerose le mostre a lui dedicate nel tempo e il film, nato da un'idea di Zavattini, fu trasmesso nel'79: Laccabue v'è stato impersonato magistralmente da Flavio Bucci. Produzione di quando la Rai non era il corbello del piduista. Ligabue si cambiò il cognome, non potendo cambiare i drammi della propria vita (ignorava chi fosse suo padre), il disamore, la mancanza della femminilità... e gli psichiatri, la baracca sul Po in cui visse come un selvaggio. Libertà, di spaccare una boccia in testa a un Ss, genio, nel creare piccoli fragilissimi animali dal fango del Po tra sputi e ditate. Se potessi... gli direi "Danke, Antonio"...

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