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dottor Padrino

Che la penetrazione mafiosa avvenga anche nella Sanità è un dato di fatto. La legalità dubbia del sistema lombardo ha favorito anche la 'ndrangheta. Strutture amministrative dove posizionare uomini di fiducia, medici per eleggere politici compiacenti, psichiatri pronti a firmare perizie di parte e medici che fanno visite in difesa di mafiosi, tanti sono i modi in cui la salute diventa un lurido mercato per far soldi sulle malattie e sulla morte degli altri.
Ma di questo si parla poco, mentre è chiaro a tutti che tra liste d'attesa, continuità assistenziale inesistente, carenza di personale, anche motivato e capace, la Lombardia è il paradigma di un sistema malato e infettato dalle 'ndrine. Che arrivano a mettere medici col loro sangue a "lavorare".
Relativamente nuova come tipologia di investimenti, la sanità offre molte risorse e delle modalità sofisticate di profitto. Così pure farmacie, traffico illegale di medicinali, dottori e farmacisti affiliati diventano una metastasi ignobile nella cura delle persone.
Regione Lombardia spende l'80% del bilancio in Sanità e di questo, più di un quinto va ai privati. Un dato in crescita, tra l'altro, quando poi, come a Brescia, i posti letto nel privato superano quelli pubblici.
Se anni fa Asl di Pavia e Maugeri si scoprirono sotto il potere delle 'ndrine, più di recente ci sono cosche come la famiglia Romeo, che si muove tra le farmacie di Milano e Corbetta. Como, Monza, Milano e Pavia sono le zone da anni nel mirino dei mafiosi. Ad esempio. Ma se ci sono Gip che rigettano richieste di custodia cautelare, a decine, viene negata l'esistenza di un sistema mafioso lombardo, con una struttura orizzontale confederativa tra Cosa Nostra, 'ndrangheta e Camorra, buttando nel cesso 20 anni di inchieste giudiziarie.
D'altronde, proprio Bertolaso, fresco di nomina a commissario del Covid, disse che "le tangenti hanno i loro effetti sui malati".
Forse allora dovrei essere grato alla dottoressa, non a caso del Sud, che di recente mi ha elargito un consiglio prezioso: "Meglio non ammalarsi".

l'inferno delle RSA

Le vittime dell'incendio alla RSA al Corvetto dovrebbero poter far breccia in un mondo nascosto, ma a giudicare da come la giunta si stia scannando, non sembra esserci speranza, un po' come quando, dopo il Covid, ci si sarebbe aspettato un potenziamento della Sanità. Invece no, come al solito il motivo è uno solo: i soldi.
Nelle Residenze sanitarie assistenziali si pensa solo a guadagnare. Luoghi deputati all'attesa della morte, gelidi, a volte scaldati da qualche volontario o educatore, gli ospizi restano dei cronicari senza gioia.
L'assistenza prestata  non è mai all'altezza: gli ospiti sono così spesso lasciati a se stessi, a volte persino sedati o assicurati a qualche sedia o lasciati a letto. Il personale non è sufficiente. Milano Today riporta che il rapporto personale-ospiti a Milano è di 7:150. Significa che un operatore ha più di 20 persone da seguire, e se consideriamo i bisogni vitali, come igiene e alimentazione, c'è da aver paura, per non parlare delle necessità meno basilari ma comunque importanti: socialità, hobby, conversare e perché no, anche la sessualità, tanto esecrata eppure presente in età senile. Poi però si leggono cose tremende.
Nelle RSA ci può essere violenza. A volte se ne occupa la cronaca, ma in situazioni di assenza di controllo, si possono verificare maltrattamenti fino a veri abusi.
È significativo che nella RSA dell'incendio del 7 luglio sia stata la custode a dare l'allarme. Lei non doveva passare nei reparti ma s'è accorta del fumo e probabilmente ha evitato un massacro.
Nella RSA non c'era uno straccio di medico in servizio, di solito infatti sono reperibili, o si chiama l'ambulanza, alla faccia della "S" di Sanitaria.
Sempre Milano Today parla di 15 ore settimanali di assistenza a ospite: due al giorno, e se ci mettiamo i pasti, l'igiene, i trasbordi letto-corsia, significa che uno, lì, davvero è parcheggiato.
I reparti speciali, "Alzheimer", perché la diagnosi rende di più, sono simili a manicomi criminali.
Chi scrive ha lavorato in RSA e ne è fuggito, l'ultima volta, dopo un mese, dopo che un ospite era morto cadendo dalle mani di un operatore ubriaco. Di episodi ne potrei elencare tanti, troppi. E il brutto è che assisto ancora a brutture, come quando, tempo fa, passando davanti a una RSA, ho visto una donna caduta a terra in cortile. Lasciata sola col deambulatore, si lamentava per le ferite. Mi sono attaccato al citofono, sbracciato davanti alle telecamere e urlato: niente, nessuno. Allora sono entrato dal cancello aperto e ho soccorso la donna, le ho chiesto se avesse bisogno di un'ambulanza, no, non la voleva, quindi se se la sentiva di rialzarsi, sì, allora l'ho rimessa in piedi, assicurata al rollator, salutata e lasciata sola, perché stavo andando al lavoro. Ero tristissimo, e pensavo: se arriva qualcuno, magari rischio pure una denuncia per violazione di domicilio(!).

lichen sclerosus

 Poco fa ho risposto a un sondaggio sulla salute. Sembrava semplice, poi alla domanda su patologie oncologiche sono crollato. A piangere. Soprattutto alla pagina che chiedeva di indicare priorità che dovrebbe avere il SSN. Mi sono sentito stupido, ma, anche se ho già parlato del MIO male, torno a rispolverarlo. Per curarmi, sì, almeno in testa...
Il maledetto Lichen Sclerosus è una di quelle malattie rare, ma tanto ignote che manco se ne sa il numero. E ogni anno se ne scoprono di nuove. O, sic et simpliciter, si battezzano mali fino ad allora oscuri.
Il lichen colpisce più le donne - che culo! Un dramma nella patologia è che essendo rara, quando ti rivolgi a un medico o a un farmacista, capisci che non ne sanno nulla. Magari li perdoni. Ma prima di dire "È guarito!", bisognerebbe essere cauti.
Mi sono operato. Mi han detto che era risolto, zac! e via l'iperplasia, prima che diventasse maligna. E come sono stato trattato in ospedale, prima, durante e dopo l'intervento, un incubo... Discriminazioni. Cattiveria. Mi sono svegliato urlando mentre mi mettevano i punti, c'era un dottorino che si strusciava sul culo di una "Collega". La mia carne sembrava l'anfora del film "Ghost". Ma è passato.
Però il lichen è ricomparso. La posta si fa più alta, ora: in gioco non c'è più solo il cancro, ma problemi a reni e dintorni. 
Ora leggo, combatto. Ho comprato l'Elage, crema a base di punk. No, scusa, "Plukenetia Volubilis". Qualcuno propone quello, altri il laser (ma ho già dato) e le deliziose staminali. Tutte procedure a pagamento, non previste dal Sistema Sanitario. Le staminali mi intrigano, ma non credo che farò dating con loro...
Ad ogni modo, non vado dal medico. Sarà sbagliato "curarsi in Rete", ma io la diagnosi del lichen me l'ero fatta lì. Confermata da un medico su Second Life, tirato in ballo dalla mia fidanzatina virtuale (di allora). Poi la disamina è stata confermata anche dall'ospedale. Solo dopo l'intervento in macelleria. Ops, chirurgico, scusami.
Leggo. Penso. Sfoglio pagine elettroniche. Mi abbatto. Mi rialzo.
È un po' per questo che il blog, che pure vanta quasi 14 anni, a volte rimane senza contenuti anche a lungo. Quando succede, è perché non ho voglia di scrivere. O lo faccio altrove, o in privato.
Grazie per avermi letto. 
Gio Pappa
 

Adesso che finisce

 Adesso che fanno finire, FINALMENTE, l'emergenza non resta che leccarsi le ferite. 

La prima cosa che salta agli occhi è l'aumento dei crimini. Milano è la città più pericolosa d'Italia e sorprende vedere luoghi che non sono certo nelle enclavi mafiose del Sud. Dati parziali, ma che mostrano una tendenza (capito Sala?).
Secondo, quello che è cresciuto è l'egoismo più sfrenato. Da cui discendono reati e in generale mancanza delle regole. Lo si è visto alle resse alle vaccinazioni, nei dottoroni da salotto televisivo ai quali le greggi non sono state immuni, o ancora nel fondamentalismo sia dei favorevoli che contrari al vaccino, nelle persone che alla mascherina non rinunciano fino alla tomba o che piuttosto che metterne una si farebbero uccidere(!). 
La solidarietà muore, il motto meneghino è diventato "Milan col cul in man". A proposito, tra le tante brutture da non vedersi, sembra che la prostituzione sia svanita. No, si è solo spostata, al chiuso. Così ci si lava, a fa i dané senza paure, di divise, di malattie. Ma pensa te, conviviamo da decenni con virus e patogeni di ogni sorta. Però il capitale doveva far finta di preoccuparsi per noi. Così ha contato morti di ogni tipo e all'inizio, per ignoranza, per paura, i corpi non si toccavano nemmeno. Oppure li doveva portare via l'Esercito, che tanto che ci sta a fare no?
Abbiamo avuto più decessi? Sì, dice l'Istat, un 10% in più, cioè chi era più debole, oppure chi non aveva il Covid, è stato lasciato a se stesso. E molti moriranno per mancanza di diagnosi precoci, di cure. Vaccinare la sanità? Giammai, qui a Milano è un miracolo che non abbiano chiuso d'un colpo San Carlo e San Paolo. Intanto l'Inps gongola, si parla di 2 miliardi di risparmi. Aveva ragione Villaggio coi viaggi sterminio della Previdenza Sociale.
Si nasconde. Il degrado, per cui a Roma come a Milano, giunte di Sinistra presunte combattono i senza casa. Li cacciano, reprimono l'aiuto di volontari, come accaduto a Termini, ma anche a mafiopoli la Polizia Locale, che non ha forze, viene impiegata nel contrasto agli ultimi degli ultimi. Non tutti santi, ma certo non picciotti, certo non bande criminali, come quelle che sabato scorso hanno stuprato le zone della movida. Ma tanto 'so giovani...
Già, ai giovani rimane ancora poter amare. Per le generazioni dopo, dai 35 in poi, l'affetto non è più possibile. Ci siamo ammalati di diffidenza, di paura, di individualismo, di virtuale a tutti i costi. Cresce la superficialità, la banalizzazione dei sentimenti e tradire non è nulla, di fronte al pericolo che si è corso di "morire". Il piacere di mentire, altro che il sesso... Chissà se si trovano su Amazon, sesso e amore, visto che stanno per aprire un fracco di nuovi centri logistici. Scaffali robotizzati, che gioia.
Ci hanno iniettato in vena di tutto, proteine, paura, odio, distanza. 
Adesso che finisce, c'è molto che ci siamo persi. E chissà se e quando tornerà.


ministri bagasce

 Ci risiamo. La cannabis fa proprio paura e così la Conferenza Stato-Regioni ha recentissimamente equiparato qualsiasi tipo di quella pianta a una droga, anzi, a un farmaco, per cui per produrla occorrerà l'autorizzazione del Ministero della Salute. Che poi è un paradosso, significa dire che le canne sono medicamentose, ma meglio non farsele.
Guarda un po', digitando cannabis su Google... Salta fuori che potrebbe proteggere dal Covid. Ma dove ho messo l'accendino? 
La pandemia ha mostrato la pochezza dei politici di mezzo mondo. I burattini del potere hanno gestito tanto male la cosa da mandare a morte chi improvvisamente è diventato (ancora più) povero. E se non siamo morti, lo siamo comunque dentro. Da più parti si rileva come un additivo per la ripresa dell'economia possa essere proprio la liberalizzazione delle cannabis, tutte, non solo quelle light o terapeutiche. Soldi tolti alle mafie. Energie stornate a beneficio di giudici e poliziotti. E invece..
Invece le nostre firme digitali per il referendum rischiano di essere incenerite dalla Corte Costituzionale, a vantaggio dei macellai dell'umanità, i politici. Ed è una bella rosa quella dei ministri che nella Conferenza Stato-Regioni, con tutto quello che ci sarebbe da fare perché la pandemia sta finendo e occorre riprendersi, loro no, loro praticano fellatio alle mafie, agli ominicchi di Craxi. Lo Speranza, il teletubbie che ha aperto la gara a selfie col morto davanti al corpo di Sassoli. Lo vedresti a riformare la Sanità? Il Cingolani, un dottor Frankenstein che quando parla fa solo figure di merda (tipo i selfie inquinano). Ministro della Transizione ecologica, che per lui va verso il nucleare. Cool! E infine il PUtuanelli, ingegnere edile che si occupa di agricoltura. Così bravo da rischiare, con gli altri due bagascioni, di mandare in fumo 3000 imprese, che occupano 15.000 persone, per lo più giovani. Già, magari preferiscono che vadano in piazza Duomo, i maschi a stuprare e le ragazze a farsi uccidere dentro.
La vergogna non pertiene ai politici. Fanno schifo, si vendono peggio di Giuda. Mi scuso solo per le prostitute, anche se efficace per comunicare non mi piace usare gli insulti alle vittime di questo mondo.

"Per anni mia figlia ha sofferto di epilessia. Non si trovava una medicina, poi un medico mi ha proposto la cannabis e... le convulsioni sono sparite."  Una mamma

Il passivo di Saman

 A questo link è visualizzabile lo stato passivo della (defunta) cooperativa sociale Saman Servizi. 

Ma resta una grande amarezza per aver incenerito il lavoro di Rostagno, uno con le palle tanto da aver pagato con la vita per il suo spirito libero.

Per Mauro Rostagno.

Per chi lo ama ancora e lo vorrebbe vivo e lo piange.

Per Domenico Altomonte.

Per tutti gli ospiti di Saman che ho conosciuto e ho visto soffrire. 

Per gli (ex) operatori di Saman, che dopo aver trovato solo questo fottuto blog a levarsi dal coro a urlare "Il re(uccio) è nudo", si sono fatti vivi, hanno sostenuto "Scacchiatore" in ogni modo e sono ormai diventati grandi, deliziosi amici...

immunità di mandria

 Avendo sofferto di due malattie autoimmuni, di cui una recente, ero un po' restio a lasciarmi iniettare il vaccino. Avevo paura della "tempesta citochinica", che sarebbe poi la causa di morte da Covid - e in alcuni casi da vaccino. Ma, per voglia di veder finire questa guerra, per rispetto più verso gli altri, mi sono costituito.
I medici dicevano che sono guarito dal lichen sclerosus. Eppure devo avere ancora un sistema immunitario troppo, troppo forte.
Per avere un vaccino efficace ci può volere un decennio se non di più. E per certi virus, non esiste neanche una cura. 
A distanza di più di una settimana dalla prima dose "Pfizer", sto ancora male. Sarei andato dal medico, ma ero così debole che mi sono svegliato tardi. Perché nel frattempo lavoro, come niente fosse... 
Dopo aver vissuto sintomi già descritti in "giro", ho fronteggiato una serie di evidenze variegate. Quasi ne avevo perso l'abitudine, visto che da più di quattro anni non ho una vera febbre, una vera influenza da dover rimanere a letto.
Così, dopo un ispessimento doloroso al punto di iniezione, manco fosse un fuori vena da eroina, ho avuto la temperatura corporea e il battito elevati, a lungo. Un giorno avevo fitte al cuore, ma sono passate. E poi ipersudorazione. Epistassi. Tosse. Emicranie. Inappetenza. Vista annebbiata, soprattutto al risveglio. Già, quello, quando mi alzo ormai mi domando: che sintomi avrò oggi?
Mi sono aiutato con propoli, quindi ibuprofene e ora uno sciroppo per la tosse, omeopatico. E poi tisane, tè, camomille, miele...
Dovrei andare dal medico? E per cosa, un ricovero? Qualche pillolina? Esami, coi tempi del SSN? 
Naturalmente, dovessi stare peggio, andrei subito in ospedale. Ma spero di no.
Mi si potrebbe dare dell'imbecille, perché non corro dal MMG. Eppure quello per cui recriminerei è... Di aver fatto il vaccino. Con un terribile timore per la seconda dose.
Almeno però la Moratti ha capitolato: il progetto di un nuovo nosocomio al posto di S. Paolo e S.Carlo ha avuto la sua IVG. E so che se finirò lì, mi cureranno. Come quando mi hanno tolto il cancro prima che diventasse maligno. O quando, per ben due volte, sono stato graziato dallo stigma di cardiopatico, ricevuto da ben due medici del lavoro (delle onlus!).
Il problema non è la presenza o meno di cattivi prestatori di cura, ma della loro impotenza per decisioni, come sempre, politiche...

GP

Perché

Perché i cani possono uscire di casa a tutte le ore e i bimbi no?
Perché la sanità dopo un anno non è stata potenziata ovunque?
Perché se non hai la febbre in ospedale non conti?
Perché i vaccini che dovevano "salvarci" sono sottomessi al profitto?
Perché devono aumentare i disturbi mentali?
Perché i numeri del contagio sono qualcosa di misterioso? 
Perché le economie devono crollare?
Perché devono aumentare i poveri?
Perché si fa guerra all'Inghilterra, traditrice dell'europeismo?
Perché craxi sopravvive ancora oggi, nel premier?

 

Virusback

 E così dopo un anno il virus è ancora lì. Cassandre e zanzarologi gongolano, c'è ancora lavoro per loro. Ma crisantemi a parte, sembra ormai che la pandemia abbia creato dei punti di non ritorno. O svelato semplicemente quanto sia malefico il capitale.
In primis, la pochezza dei politici: da Bolsonaro a Johnson, da Conte a Trump, dal presidente slovacco ai draghi di ritorno (purtroppo non Grisù), tutti si dimostrano imbelli, egoisti, incapaci. La sanità si svela campo di potere e denaro, per cui le bufale sulla sacralità della vita si polverizzano come vampiri all'alba. Perché se, per carità umana, il problema principe resta quello dei morti, il secondo è la prevenzione (?), la ricerca (??), una sanità universale, pubblica e funzionante (???). Per dire, alla ospedaletti in fiera, riciclati come vaccinatoi. O da campo, in fondo a via Novara o alla Locride. Non di sola emergenza vive l'uomo...
Ma c'è di peggio. Baristi e ristoratori sognano il momento di ripresa, dicendo che schizzeranno i ricavi. Davvero? Le grandi aziende scoprono che il lavoro a distanza aumenta la produttività. Seleziona i più forti (se scleri scei aut!). Tutti i corollari infatti che rendono il lavoro digeribile, socialità, pause, viaggiare, persino nel traffico, scompaiono. A quel punto, che fine fanno colazioni, pranzi e pure cene? Spariscono. E con loro esercenti, e filiere, e indotti. 
Le compagnie di sicurezza si moltiplicano. I palazzi delle major si riducono, Sky ne aliena uno a Rogoredo. 
Si profila un futuro disperato. I ragazzi, tra un tiktok e un "bitch", vedono un buio  vuoto. E si divertono, e si fanno del male. Il crack non è solo il male dei giovani di Napoli, lo si sta sparando a Milano, per esempio all'ex mattatoio, a fianco di Macao.
Se era chiaro che tutto non sarebbe tornato come prima, ora però sembra di stare in guerra. E infatti si parla di soldati. Solo che non sappiamo quando arriverà la Liberazione, e come sarà il dopoguerra.

 

Virus SpA

 Ormai è assodato: c'è chi dall'emergenza sanitaria ci guadagna. 
Non si tratta tanto dei presenzialisti della tv e del web, anche se i burioni hanno incassato qualcosa come 250.000 € per ogni fantomatico piano di sicurezza(?) stilato per grossi brand, specie della moda. Ci sono anche altri speculatori e, last not least, proprio il tanto decantato mondo informatico. Sì, perché anche in paesi "immuni" come il nostro finalmente è decollato il mefitico "e-commerce", con tutto l'indotto di logistica e trasporto. 
Anche un altro mito, il telelavoro, è diventato realtà. C'è chi l'ha sempre sognato, immaginando di non dover uscire di casa, risparmiare tempo e denaro. Non è però andata proprio così, perché molte abitazioni sono diventate delle piccole prigioni. Molti corollari del lavoro tradizionale si sono rivelati preziosi nel loro venir meno: il rapporto umano con colleghi e le varie figure di clienti, fattorini, manutentori, ristoratori, baristi e via dicendo, che si incontravano nella routine. Le benedette pause caffè, pranzo e persino sigaretta. Insomma è la socialità ad essere stata massacrata e non è quella virtuale sia poi tanto sana.
E poi prosperano i venditori improvvisati online malware, le compagnie di produzione dei vaccini, con alcuni colossi crollati nella gara e altri, anche modesti, usciti vittoriosi. E ricchi.
Ma ci sono due categorie che sono andate a braccetto, parassitando l'emergenza: la classe politica, in quanto decisori, e i loro accoliti di media compiacenti. Se i primi hanno giostrato come delle meretrici, e continuano a farlo, col ricatto di zone bianche gialle arancio rosse rinforzate (tipo il pesto ligure), i secondi gli fanno da spalla. Chi se ne frega di leggere che la sentenza del Borsellino quater ha depistato dalle trattative stato mafia? Chi se ne fotte se è morto Cutolo? Tanto, ti spavento e mi devi leggere, sì! Ora van di moda le varianti. Per carità, grosso problema. Ma fino a che punto non ci si specula? Ogni tanto qualcuno rilancia e si inventa nuovi virus, nuovi malanni, funghi assassini, sonde su crateri dai nomi di tristi sperduti villaggi bosniaci. Dai palazzacci agli sciacalli dispensatori di notizie, si spaccia terrore. E va via più del pane.

il fallimento di Saman

Da quasi due mesi le notizie sono tutte sacrificate all'emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Accade così che molti fatti non vengano alla luce, per esempio è stato insabbiato lo scandalo del latte ai farmaci (circa il 50% di quello in commercio). Così non ho trovato nessun riferimento alla liquidazione coatta amministrativa della cooperativa Saman, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 14 marzo 2020.
Il termine nel titolo non sarebbe pertinente, ma le cooperative solo quando svolgono attività commerciale sono soggette anche al fallimento.

Non ci sarebbe molto da aggiungere alla brutta china presa da Saman, che il blog ha raffigurato nel tempo. Sono profondamente addolorato per cui non mi viene da scrivere altro, se non che Saman vivrà ancora, nei cuori e nei ricordi di chi l'ha fatta vivere, lavorandoci o ricevendo aiuto come ospite. Sopravviverà come la parola che significava, in sanscrito: canzone, armonia. Il ricordo di Rostagno e di tutto ciò che di bello ha fatto non morirà facilmente.
"Dove c'è sofferenza, ci sono anche i migliori anticorpi."
                                                  Mauro Rostagno

sta andando tutto male

Al di qua dell'origine del virus, che potrebbe essere una "semplice" vendetta della natura - e infatti l'inquinamento si sta azzerando - resta evidente la responsabilità dei politici, di oggi e degli ultimi anni, nell'averci regalato una sofferenza indicibile, per cui già si contano suicidi e omicidi.
Non andrà tutto bene e nulla sarà come prima perché quello che stiamo vivendo tutti è un trauma. ma se è vero che già il 31 gennaio il premier Conte decretò lo stato di emergenza, senza far altro che stanziare 5 mln di € (per cosa poi?), come testimonia la Gazzetta Ufficiale del 1° febbraio, perché le misure di isolamento sono state varate solo dopo più di un mese, l'8 marzo (data forse non a caso)? Perché non ammettono che hanno previsto la fine di tutto alla fine di luglio 2020?
Facile dirlo: perché il governo aveva paura di diventare impopolare. Alla faccia dei migliori(?) politicanti, 5 fiaschi e PD.  Così quando, di fronte ai morti, si è deciso di intervenire, era troppo tardi.
Sembra una strategia mondiale: si minimizza, alla Trump (i giornali strillano per nulla), alla Johnson (immunità di pecore), arrivando perfino al neo-premier slovacco, tutti a dire "non è vero niente, va tutto bene, spendete, andate in giro...", salvo poi correre a rubarci le minime, elementari libertà.
In Italia ci hanno colpevolizzati perché non c'erano posti letto: per forza, ne hanno tagliati a migliaia e neanche è chiaro quanti, prima e, temo, persino dopo l'emergenza. Hanno stipato gli anziani nelle Rsa, creando degli inferni e ora fanno l'ispezione al più grande, il Trivulzio. Mentre in Francia i grossi marchi della GDO premiavano i lavoratori con 1000€ (1000!) in un mese per gli sforzi fatti, da noi hanno promesso 100 miseri eurucci e non si sa se e quando arriveranno.
I presidenti delle Regioni si sono scornati col governo, offrendoci insicurezza perché qui è ben peggio della morte di Moro, ma allora la solidarietà nazionale si fece. Così, tra diversi livelli di potere, ci sono stati amministratori, come sindaci, accorti e altri di meno.
Si dirà, è una cosa senza precedenti. D'accordo, ma se fosse stata persino peggiore? Non siamo preparati alle emergenze, tutte - e i Bertolaso riaffiorano. Dalle dirette dei Conte per racimolare migliaia di "like" ai Gallera che sciorinano numeri, fino a Fontana che sembra sognare i baffetti di Adolf, le urla da posseduta di Meloni e il bigottismo di facciata alla Salvini, loro fanno spettacolo, anche quando decretano. E basta.
I numeri poi sono tutti sballati: non si può avere il polso reale se ad esempio le Rsa diventano ancor più mondi separati e ignoti, come le carceri, dove si minimizza ma le rivolte hanno fatto morti più per sucidio che per altro. E guai a parlare di indulto o amnistia, anche se ormai molte regioni sono dei macro-carceri, l'ora d'aria per fare la spesa.
Che ne sarebbe, dei nostri amministratori, se ammettessero che i numeri dei positivi siano un terzo della popolazione nelle regioni più colpite e i morti solo da coronavirus l'1,5% del dichiarato?
Perché se è vero che ci sono bravi sanitari, non tutti lo sono ma non hanno avuti i mezzi. Gli eroi si mandano a morire, le risorse umane si tutelano. Nei reparti altri dalle terapie forti sono avvenuti i grandi contagi, sin dalle ambulanze: perché dall'alto mancava ogni minima strategia in tempi rapidi. E forse è vero che, se prima ancora che ufficialmente sono state annullate autopsie ed esequie, questo già avveniva di fatto. Se uno è morto, che ci vuoi fare, scrivi che era il fottuto virus e amen. E neanche un prete a benedirlo.

Non andrà per niente bene e la povertà economica è già qui. La fame, tra beni inaccessibili per file disumane ai supermercati e soldi mancanti. Alla faccia di miserabili buoni spesa e proclami su mascherine e altri presidi, che se non gratuiti, avrebbero dovuto essere venduti sotto controllo di prezzi e disponibilità. La Gdo dovrebbe riaprire con gli orari consueti, assumendo precari (quanti ora ce ne sono disperati senza lavoro?) e premiando i già assunti. All'agricoltura servono braccia prima che le derrate marciscano in campo, catene come Carrefour sono già state trovate a vendere insalata scaduta (con sconto del 50%).
Chiudo, abdicando alla tentazione del "siamo tutti virologi", avvertendo chi ha cercato di violare, per l'ennesima volta, il mio account Google, questa volta da Roma, che, ancora e finché vivrò, non ho paura.

dopo

Il dopo che intendo è quando la quarantena sarà finita. Tutti non aspettiamo altro e qualcuno si è già azzardato a ipotizzare cosa accadrà. Se il pensiero potrà apparire lisergico, visto che si parla ormai di continuare l'isolamento fino al 5 maggio (ma le date come le scelgono?), sicuramente dovremmo trarre lezione da quanto stiamo vivendo.
Un punto su cui si concorda è che la sanità non debba subire altri tagli: si stanno creando ospedali estemporanei quando almeno 200 ne sono stati chiusi negli altri anni, con una riduzione di posti letto la cui cifra è dibattuta, per motivi politici: come se parlare di 20 invece che di 70.000 letti in meno salvasse qualcuno... Quando poi molti contagi avverrebbero nei reparti "normali" proprio degli ospedali.
Insieme, dovrebbero essere prese altre misure per la macchina dell'emergenza perché quella che stiamo vivendo potrebbe essere al di sotto di ben altre.
Un altro punto dolente è quello del sistema mediatico: le notizie non sono quanto mai credibili, non è più comprensibile quali siano le cose vere e quelle false. Insieme, si può registrare la potenza dei politicanti. Chi si è "speso" per gli arresti domiciliari di massa ha guadagnato consenso, come il presidente Conte ma non solo e questo potrebbe essere un pericoloso precedente: creo un'emergenza, quindi domino.
Ma al di qua di scenari da "Matrix", quello che accadrà di sicuro "dopo" sarà una grande festa, dove ci sarà chi rasenterà la morte, ma alla fine questo significa vivere. Ci saranno però tante vittime, oltre quelle conteggiate ora. Ci saranno imprese e negozi che non riapriranno più, perché le perdite sono state eccessive. Ci sarà una facilità al sospetto, alla diffidenza, dettata dall'idea del contagio. Una riduzione del proprio spazio domestico a una bella cella imbottita. Mentre invece potremmo ricordarci di quel vago sentimento di "popolo" che stiamo sentendo ora, nel desiderio di poter uscire di casa quando cavolo ci pare. Quello che rimarrà sarà sicuramente la distanza, in molti sensi.
Non so, non posso sapere cosa accadrà. Di certo, stiamo subendo molte perdite ma come al solito chi dovrebbe pagare non lo farà, anzi, verrà incensato come l'ennesimo, inutile, furbo, demoniaco salvatore della patria.

salvinex

Quello in foto è il Sativex. Viene distribuito solo da alcuni ospedali pubblici, con la raccomandazione di non farlo usare a nessun altro se non il paziente a cui sia stato erogato. Approvato in 28 paesi, per lo più europei, ma non negli Usa, viene prodotto dall'intera pianta, non è sintetico e, soprattutto, FUNZIONA!
"Sativex® è uno spray orale che contiene estratti di cannabis sativa detti cannabinoidi. È usato per alleviare i sintomi di rigidità muscolare in pazienti con sclerosi multipla. Sativex® viene usato quando altri medicinali non sono efficaci nel dare sollievo alla rigidità muscolare." Così recita il foglietto illustrativo (reperibile in rete grazie anche a Cittadinanzattiva) ricordando, tra l'altro, che l'assunzione non richiede controlli specialistici e che la sospensione del farmaco comporta il ritorno graduale della rigidità muscolare. Effetti collaterali: capogiri o senso di stanchezza, magari all'inizio. Poi nulla! 
Quando qualche tempo fa saltarono fuori i finanziamenti illegali alla lega, salvini si lanciò subito in una crociata contro la cannabis cosiddetta "light" (o farlocca, per gli amici sballoni). In breve attaccò un settore "esploso" in Italia con duemila negozi, 30.000 posti di lavoro e milioni sottratti alle mafie: 40 solo l'anno scorso, raddoppiati quest'anno ma c'è chi parla anche del quadruplo, vedremo.
Che meraviglia i politici, scaricano i barili sul primo povero cristo che trovano. Si dice che il nuovo governo giallo-rosso si occuperà di legalizzare il settore, ma tu ci credi? Per intanto, sembra che controlli e sequestri scaturiti dopo il diktat del papeete si siano vaporizzati. Vedremo, ma perché, porca miseria, in questo fottuto paese tutto è precario, persino la speranza?!

RIP Saman

Giorni fa, sul post "Rostagno ucciso due volte", è comparso un nuovo commento. Anche se non è l'articoletto più letto (ma è tra i primi 10), è quello che sicuramente ha più segnato il blog: ha il maggior numero di commenti e mi piace notare che, dopo i primi, vergati col fuoco dall'autore e Squaletti, successivamente si sono affestellate, come a deporre in un tribunale virtuale, tante testimonianze, di operatori, ex lavoratori e persino ex utenti di Saman: tutti, ma proprio tutti, hanno criticato la discesa agli inferi della realtà creata dal grandissimo Rostagno.
Riporto qui il commento di cui sopra:
"https://www.anteocoop.it/servizi/dipendenze/comunita-terapeutica-riabilitativa/trapani/comunita-marsala-tp/ 
Ecco cosa rimane delle 4 comunità superstiti da una amministrazione fallimentare, fondate da Rostagno.  
La coop Saman servizi che gestiva operatori e accreditamenti da anni, ha venduto alla Coop Anteo quello che ne rimaneva. Dopo aver preso in gestione Saman, dai fondatori, promettendo una gestione più onesta e oculata, questa famosa associazione pian piano è sprofondata in un mare di debiti.
La decisione degli amministratori di salvarsi dal fallimento, mettendo in atto una gestione economica a dir poco disinvolta, al limite, se non oltre, dello sfruttamento degli operatori, pagati con enormi ritardi e con gravi anomalie contrattuali, in strutture fatiscenti nel totale degrado e letteralmente sgretolate. In merito a questo laddove le asl e le istituzioni hanno controllato, come nella struttura IN PROVINCIA DI RAVENNA, hanno fatto chiudere a causa delle gravissime inadempienze.
Si apprende con infinito sgomento il totale passaggio e vendita ad altra cooperativa.
Una storia quella di tutti i passaggi di Saman, delle varie cooperative a scatola cinese che ha aperto, certamente meritevole di maggiori indagini per appurarne il travagliato percorso e tutte le ombre che hanno portato alla morte di Saman".

 
Non tanto per la paura di una nuova denuncia per diffamazione (dalla quale peraltro il post è uscito assolto), ma per la profonda amarezza che si prova, non si aggiunge altro, se non questa foto, con una meravigliosa poesia di Rostagno, dedicata a tutti coloro che per Saman hanno lavorato e vissuto, credendoci. Per quanto poco possa valere, va a tutti loro un simbolico GRAZIE.
                                                       

           Riposa in pace Saman T_T

il mio Lychen Sclerosus

Da circa due anni convivo con una malattia che all'inizio pensavo fosse altro, visto che lavoravo con soggetti ammalati e in generale non sempre attenti all'igiene. Preso dai miei turni disumani e l'insonnia, ci ho messo un po' a... avere cura di me (che è poi uno dei sintomi del burn-out).
Il Lyhen sclerosus è una malattia rara, nelle stime più alte colpisce il 2% della poplazione. Ci sono basse, ma effettive, possibilità che diventi un cancro, specie se interessa la zona genitale. Prima però di esiti drammatici, la patologia mina duramente la qualità della vita. Si parte col sospetto di avere tradito e contratto una malattia venerea. Meglio sorvolare poi su quanta voglia rimanga, se single, di avere nuove relazioni e sul più bello dover spiegare che no, non è che sia dovuto a flirt e scriteriate avventure.
Una volta si pensava che il Lychen fosse effettivamente una MTS ma rinvenendolo nei bambini lo si è finalmente escluso. Le donne sono le più colpite e le zone di localizzazione possono essere le più disparate, la bocca, l'ascella, l'area anale... Dopo il senso di colpa, attribuito o meno, arriva il dolore, lo sconforto di vedere una parte di sé deteriorarsi senza essere capiti, come testimonia qualche frase sopra, dai medici. Io, che li evito il più possibile (avendo avuto per ben due volte diagnosi di gravi cardiopatie rivelatesi poi infondate), sono più sconcertato dai farmacisti, che hanno meno etica di un pusher di Ecstasy (che alla fine, lo sai che ti vende merda). Evitando l'onnipresente cortisone, che alla lunga può diventare inefficace, se non peggiorare la situazione, si usano vari rimedi, più o meno naturali e in farmacia si ottengono risposte spiazzanti. "Ahhh, sì, la vitiligine!" (No, quella è un'altra cosa). "Certo che può mettere il balsamo di timo sulla pelle!" (Poi leggi l'avvertenza di non applicarlo su viso e naso, figurati su parti sensibili e malate). Quando non, nella più totale ignoranza, ti senti additato da sguardi di riprovazione come se fossi un depravato. Ma ormai le farmacie sono tutte uguali, con gli scaffali divisi per organi o patologie, i marchi più reclamizzati, il settore cosmesi come un altare all'inutilità, mentre i negozi che si dotano dell'insegna "Omeopatia" raramente trattano davvero quel ramo di prodotti.
Si parla di rimedi, autotrapianto, ioni... Ma non c'è efficacia al 100% e spesso ci si ritrova prede dello spam legale. Personalmente, uso cure naturali, il dolore da tempo è scomparso ma la malattia non demorde, anzi, stress, tabacco, alcolici, inquinamento e insomma le solite cose che viviamo non aiutano.
Ci sono malattie rare, nascoste che non si vanno a sbandierare a chiunque. Le si porta con sé, celate nel proprio intimo, fisico e spirituale, orfani dell'interesse finanziaro di medicina e farmaceutica. Tutto diventa più difficile e la malinconia più grande, davanti alle croci di ospedali e farmacie, è sentirsi degli emarginati, perché alla fine, mica si sta morendo, no?

Senza Saman

Il blog si ritrova, suo malgrado, come un piccolo faro amaro e desolato su Saman. Ricevuto il collegamento, pubblico, con immenso dolore, questa determinazione del Direttore Generale della Cura della Persona, Salute e Welfare della Regione Emilia Romagna.
Non hanno cancellato Rostagno e non lo sarà mai, ma la perdita di Saman, addirittura in un'intera regione che è un po' la nostra Svizzera, soprattutto per i servizi socio-sanitari, è un grave lutto. E atroce, perché al di là della sua storia, copperative o non cooperative, vengono smantellati servizi vitali (e forse da aumentare) per il contrasto delle dipendenze, nelle quali chi non ha, chi sta male, facilmente si rifugia.
     Un abbraccio fortissimo a operatori, loro amati ed utenti dei servizi Saman Emilia Romagna!

I ragazzi dello zoo di Rogoredo

Non credo ci sia molto da dire su Rogoredo, se non quanto riportava il Corrieraccio in edizione elettronica. Mi posso sbagliare, ma mi pare che la versione cartacea non la pubblicasse, la dichiarazione di un utente dell'inferno di quel bosco malato: "Va bene, possono chiudere questo posto, ma noi abbiamo bisogno dell'eroina. SE vogliono di nuovo le piazze di spaccio come negli anni '80, ok, torneremo sotto le vostre finestre". Sottinteso, davanti ai vostri figli. Lo so, la citazione è più o meno imprecisa ma quello è il senso. Anche il Canada, dopo Uruguay e (alcuni) Stati Uniti, ha capitolato. Con tutto l'odio possibile per la cannabis, l'hanno liberalizzata. Certo, coi limiti (no ai minorenni, 4 piante/30 grammi a testa). E parliamo di canne, ma l'eroina? Il mercato è agile e bastardo, l'eroina sintetica fa massacri. Quindi? Il metadone funziona? Sì?
Si può essere contro l'aborto, lo siamo tutti, ma finché non si elimineranno le cause, sarà necessario sia legale. Possiamo odiare l'eroina, ma finché esiste, finché ci moriranno dietro, non possiamo fare i baciapile, i benpensanti, aver politiche da anime belle.

Riposate in pace, ragazzi dell'eroina.

cannabis legale

Anche vicino a casa mia ha aperto un negozio che vende cannabis "legale". 
Sotto natale i media si sono accorti che queste attività commerciali (= lavoro, cacchio!) sono esplose arrivando ad essere centinaia e, certo, con una discreta clientela, se per esempio la catena del negozio di cui sopra è al quarto punto vendita a Milano. In bella mostra, olio per uso alimentare, addirittura svapo alla cannabis, semi e trinciato verde in vari formati e qualità (cioé prezzi).
Ricca di Cbd, il principio attivo che agisce sul corpo (e quindi, più terapeutico) e povera di Thc (lo sballo) la cannabis legale si fa largo nel marasma legislativo, per cui venderla significherebbe rischiare una multa. Solo soldi, niente di penale quindi. E di soldi si tratta sì, come testimonia il sito cannabis legale, voce del comitato formato da 200 parlamentari che francamente, se non esagera, mi invoglia a pensare di votare alle politiche, soprattutto se ci sarà chi porterà avanti questa "lotta".

La ganja che non sballa è una bella "molotov" nella palude del nostro comatoso paese. Personalmente, sono felice che ci sia. Quando ero ragazzo ero insofferente ai Craxi e alle Jervolino (oggi piddina), quando poi, checché se ne dica, tangentopoli ha mostrato tra Dc e Pxi ben altro che qualche spinello da reprimere. Per me, è come un sogno che si realizza, un po' come quando il 25 aprile del '94 mi chiedevo quando sarebbe caduto il piccolo dittatore.

«La cannabis mi ha procurato parecchie immagini eccellenti. Non metto altro nella mia insalata quotidiana e "che successo!". Qualche tirata dalla tettarella verde e riesco a vedere chiaramente temi complessi».     William S. Burroughs