Ciao Anna
Con i Ghisa
Com'era bello che lui fosse lì
Apro una porta, sei piani di scale
Ci sono i suoi quadri ma lui non c'è più
chi non fa notizia
Senza dimora
Chiudere Ciaoamigos.it
Senza advocacy
Piano Gelido
Qualche giorno fa la newsletter del Comune ha annunciato baldanzosa l'avvio del Piano Freddo. Il 26 Novembre. L'anno scorso invece il PF era iniziato il 17 novembre.Aprire i dormitori!
Prima i bimbi
"... Ma noi siamo andati avanti, anche se non ci avete permesso di aprire come sempre ma con un ulteriore progetto: estivo questa volta.
I bambini si sono assunti le loro responsabilità ed hanno accettato i piccoli cambiamenti con una maestria ed intelligenza unica nel genere umano. E voi state ancora cercando di capire come poter riaprire a settembre.
Guardate i bambini. State con loro. Troverete le risposte. È difficile decidere quando non si conosce quello di cui si parla.
Anche noi ci siamo assunte le nostre responsabilità e seppur con non poche difficoltà, abbiamo riaperto con lo stesso servizio. Anche se per voi siamo solo un centro estivo..."
Educatrici di una scuola per bimbi - di periferia.
chi torna invisibile
Il bilancio è tragico. Non tanto per il "virus", che tra gli individui senza casa non ha mietuto neanche una vittima. Anzi, l'inverno ha segnato un numero di morti tra gli homeless piuttosto basso: 4, se si conta Tudor, il romeno deceduto a giugno in XXV aprile. Se non sta andando per niente bene è per la carenza di "cura" che, se manca per molti, è davvero latitante nel caso dei senza dimora.
Gli ultimi dormitori, oltre a quelli aperti - per fortuna - tutto l'anno, hanno ormai chiuso a giugno e non ci sono posti disponibili, da nessuna parte. Si dirà: ma fa caldo. Certo, e quindi si può dormire per strada? Quando si parlava di un aiuto che andasse oltre l'inverno, superando la logica di interventi emergenziali come il piano freddo.
Non tutti i servizi per i senza dimora sono ripartiti e, complice la pausa estiva, questo significa che molte mense, docce, guardaroba, centri diurni, sportelli di ascolto e, soprattutto, unità mobili, non saranno disponibili almeno fino a settembre.
Molte onlus hanno letteralmente paura ad agire, sia che si tratti di dirigenti ed "operatori" in pianta stabile (quasi nessuno con titoli in campo sociale), che di volontari, spesso bravi sì, ma mossi da puro buonismo, non formati, guidati appunto da personale non qualificato. Così, alle croniche carenze di aiuto professionale, in nome di un mero assistenzialismo che facilita esternalità negative (persone che si fingono senza dimora per questuare, clochard con dipendenze dediti a rivendere beni ricevuti, dal cibo al vestiario), si aggiunge un fardello non indifferente per chi continui a "scendere in strada". Ci sono piccole onlus che presto chiuderanno, per mancanza di risorse umane (volontari in primis) che economiche.
Se sono tornate le elemosine, che aiutano a mondare le coscienze dei cittadini, mentre per una persona in strada possono rappresentare un aiuto ad alcolizzarsi, a drogarsi (di sostanze o gioco d'azzardo), l'onda lunga del disastro finanziario che il paese sta vivendo deve ancora arrivare. Perché se gli tsunami economici sono lenti, ancora più subdola sarà la distruzione di imprese e cittadini, con ammortizzatori sociali in ritardo o mancanti, redditi di cittadinanza inutili e l'inveterata latitanza di vere, efficaci politiche per il lavoro e la casa.
Gli operatori sociali, e non solo, si aspettano un'ecatombe a settembre, con un aumento di persone in strada. E di criminalità. E di dolore.
Vox clamantis in deserto, chiederei la testa di quel Rabaiotti che fino ad ora non si è compreso bene cosa abbia fatto su casa e politiche sociali: un assessore che dovrebbe dimettersi, ma non lo farà, nemmeno quando, a furia di innalzarsi la tensione sociale, non è detto che non ci scapperà il morto, tra qualche strenuo operatore o volontario (ma ovviamente spero di sbagliarmi).
Infine, un ringraziamento sentito alla Croce Rossa, che nella latitanza istituzionale del Comune, è rimasta sul campo ad agire, come ha potuto, con poche altre onlus, durante tutta l'emergenza, in favore delle persone senza casa.
chi rimane in strada
Nel momento in cui lo Stato obbliga tutti a rimanere in casa, chi un tetto non ce l'ha rimane in strada.
Finalmente anche i media ne parlano, aveva iniziato RaiNews col programma "Cammina Italia", il 29 febbraio, dedicando una parte dello speciale ai senza dimora milanesi - venendo a intervistare anche il presidente della Fondazione dove lavoro.
Adnkronos ha parlato oggi della situazione di Roma, mentre Milano Today ha pubblicato un video dell'uscita di venerdì sera con la Croce Rossa in centro. La foto sopra è un'istantanea di quel filmato. Sconsolante, l'uomo intervistato dice di non aver paura di morire. Ma il servizio può apparire agghiacciante, perché rivela un grande dramma: anche i servizi per i senza dimora sono ridotti all'osso, è rimasto il mezzanino, sotto la metropolitana in Centrale, che non è altro che un lungo corridoio con decine di persone a dormire. Che sono un'unghia dei circa 5000 (numero stimato) di individui che vivono in strada a Milano.
Poche le mense rimaste aperte, che distribuiscono sacchetti di alimentari, utilissimi, ma insufficienti. Dormitori, guardaroba, docce, sportelli, sono per lo più chiusi.
Quanto alle unità di strada, siamo rimasti in pochi ad uscire. Portiamo cibo e... Orecchio, Perché, come dice il buon Davide di CRI nel video, il problema per chi ha l'asfalto per pavimento è "non avere persone da salutare, non avere persone con cui arrabbiarsi".
Anche se tra le inadempienze di Stato e Comune di Milano in un'emergenza è annoverabile la mancanza di attenzione a chi è ai margini estremi, non affondo polemico. A volte ho pensato di non fare un lavoro vitale. In queste ultime settimane invece, ringrazio di poterlo svolgere e, in cuor mio, ogni giorno prego che non mi venga detto "Mi spiace, ma uscire è troppo pericoloso, smettiamo".
Per questo, anche se non amo i "cancelletti", ne conierei uno, contro l'indifferenza totalitaria: #manoiusciamo!
Altro che housing!
Il Piano Freddo a Milano è partito da qualche settimana. Sempre più tardi, complice il clima, certo, ma per le casse comunali significa un risparmio. Il nuovo assessorucolo, Rabaiotti, oltre a non aver risolto il problema degli alloggi popolari (il 6% resta non assegnato) ora porta tante belle parole (e pochi fatti) ai servizi sociali. Senza dimora è un eufemismo per "senza casa". Ma sparare a zero su Rabaiotti e sul sindaco è superfluo: basta leggere, nel comunicato sul piano freddo (che doveva sparire a vantaggio di politiche sistematiche, ma amen) che le strutture verranno aperte gradualmente a seconda delle esigenze fino a raggiungere la capienza totale di circa 2.700 posti letto. Aperte quando, a marzo? I senza dimora a Milano si stimano siano 5000. Molti in dormitorio, spesso dei veri gironi infernali, non ci vanno, o ne scappano via, o ne vengono espulsi. Si parla di Housing, ma tempi e capienze sono lenti. Non si investe nel sociale, perché tanto, molti sfd non possono o non vogliono votare, mentre ai cittadini si getta polvere negli occhi, come col triste sistema delle segnalazioni di persone per strada, fatte male, spesso inutili (perché l'individuo si sposta) o nella speranza che arrivino spazzini dell'umanità a cancellare il degrado sotto casa.
Negli Stati Uniti, Community Solutions, un'organizzazione No Profit, ha avviato da anni ben più di un progetto: una rete, un metodo dal nome "Built To Zero". Lo zero significa il numero delle persone che resterebbero per strada. Su 85 comunità (città e contee) aderenti, undici lo hanno raggiunto.
I dati vengono condivisi in tempo reale, in modo da verificare il successo degli sforzi effettuati e delle idee innovative: se funzionano, si continuano. Le comunità hanno così un sapere prezioso e la verifica di riuscita non si fa sul numero di persone che accedono ad una casa, ma su quelle che rimangono in strada(!). Infatti Community Solutions punta sul tempo, perché la velocità salva, altro che le lungaggini nostrane.
Sarebbe lungo spiegare "Built to Zero", che è quanto mai dinamico, ma c'è il link sopra. Resta sconsolante che da noi tutto questo suoni come fantascienza, ma se manca la volontà, qui, è perché i numeri sono dimostrativi, solo tanto per - ottenere voti, per i politici e donazioni, per le onlus di cui trovi tanti banner carini qua e là, soprattutto durante la stagione del famigerato "5 per mille".😱
spostare i problemi
È mezzanotte da poco e il nuovo dormitorio "Mortirolo" conta una trentina di ospiti (non inganni la foto, perché altri ancora erano alle mie spalle). No, certo, quello non è uno shelter ma un sottopassaggio, eppure chi ci dorme sa di essere nascosto, ancora più invisibile: chi caccerebbe persone da un posto fatto solo per le auto? Un tunnel dove si ha paura a passarci a piedi, per smog e traffico, figurati dormirci.
Il pericoloso odio per gli animali
Non si tratta di sensibilizzazione animalista, dato che si tratta di un marker precoce di criminalità sanguinaria. Se è vero che non tutti gli abusatori di animali diventano serial killer, è riconosciuto però che tutti i serial killer lo furono.
La foto potrà apparire troppo forte: non lo è e zooerastia, clip crush e quello che puoi trovare sul sito di Link-Italia è molto, molto più terrificante. Io, che oggi ho seguito un corso di Link e ne sono sconvolto, non riesco ad aggiungere altro, se non che è possibile segnalare i maltrattamenti sugli animali al Corpo Forestale dello Stato, telefono 1515.
Una delle cose più pericolose che possa accadere a un bambino è quella di uccidere o torturare un animale e farla franca.
Bentornato Gian Maria!
Naturalmente mi scuso per Gian Maria (per sergio no, ovvio) ma 'ste righe mi frullavano in testa da troppo tempo e ogni volta che vedo il presidente penso con affetto a Volonté, a come avrebbe impersonato bene il dramma di una banderuola, perché questo Quirinale sembra un film tragico diretto da Franco Rosi. O, forse più tristemente, quando vedo mattarellae, rifuggere nel ricordo malinconico di Gian Maria è molto più sano. Con Volonté si può piangere, come fece lui stesso quando vide girare il proprio funerale, nel finale di "Un uomo da bruciare" o come capitava a chi non poteva che restarne folgorato, come la comparsa romana nel ruolo di guardia, durante l'arringa di Vanzetti ("e be' me commuove questo...") o il doroteo Martinazzoli, nascosto in un angolo a lacrimare, alla fine della proiezione de "Il caso Moro". E ora vado a fare un po' di catarsi anch'io sulle immagini del funerale di Gian Maria Volonté dove furono dette le frasi che seguono.
Aggiornamento: è il 2018 e il video è stato rimosso! Lascio il link comunque, non senza rabbia e malinconia...
Senso versus sensazionalismo
La capitale dell'indifferenza
Nessuno aveva il tempo di fermarsi, di chiedersi se quel tizio steso ad arrostire al sole, con la bocca aperta, il materasso arrotolato lì a fianco, non avesse avuto un malore, o peggio. Lo so, pecco di moralismo e forse pure di ingenuità, visto che "radio clochard" non è sempre attendibile. Ma non è sconcertante che in uno dei luoghi più affollati della città, un cadavere possa rimanere ore ed ore alla vista di chiunque, senza che nessuno intervenga?
Sulla pelle dei detenuti...
povere zone industriali
L'immagine tratta da Google Maps considera una parte consistente del territorio di Settimo Milanese, un comune con contatti vicini ai quartieri meneghini di Baggio e Quinto Romano, i cui nomi sono sottolineati in fucsia, a destra della foto, mentre in rosso sono enucleate le zone industriali (via Edison e via Fermi), ad altissima concentrazione di amianto, quasi esclusivamente nei tetti delle imprese. Poche lo hanno eliminato. Ricordo che una fibra di amianto è 1300 volte più piccola di un capello e la semplice inalazione provoca molto probabilmente un cancro al polmone. Non è perciò difficile immaginare un rischio biologico non solo per chi in tali aree si trovi a operare, ma anche per chi nelle contigue zone abitative ci vive (in verde, villaggio Cavour, Seguro e centro-città).Postilla. Ho scritto queste righe di notte, come mio solito, perciò poche ore prima dell'ultimo tragico terremoto. Era naturalmente implicito che il discorso sulla sicurezza riguardasse tutti, lavoratori e residenti. Sono angosciato e sconvolto per i morti che erano al lavoro. Ribadisco la vigliaccheria dei politici di professione. E' ora di finirla col tacitare le cassandre, con le tragedie annunciate, con le risposte inutili e interessate dei mestieranti della prostituzione civile (i politici). Posso solo dire di loro: maledetti!














