23.1.18

cannabis legale

Anche vicino a casa mia ha aperto un negozio che vende cannabis "legale". 
Sotto natale i media si sono accorti che queste attività commerciali (= lavoro, cacchio!) sono esplose arrivando ad essere centinaia e, certo, con una discreta clientela, se per esempio la catena del negozio di cui sopra è al quarto punto vendita a Milano. In bella mostra, olio per uso alimentare, addirittura svapo alla cannabis, semi e trinciato verde in vari formati e qualità (cioé prezzi).
Ricca di Cbd, il principio attivo che agisce sul corpo (e quindi, più terapeutico) e povera di Thc (lo sballo) la cannabis legale si fa largo nel marasma legislativo, per cui venderla significherebbe rischiare una multa. Solo soldi, niente di penale quindi. E di soldi si tratta sì, come testimonia il sito cannabis legale, voce del comitato formato da 200 parlamentari che francamente, se non esagera, mi invoglia a pensare di votare alle politiche, soprattutto se ci sarà chi porterà avanti questa "lotta".

La ganja che non sballa è una bella "molotov" nella palude del nostro comatoso paese. Personalmente, sono felice che ci sia. Quando ero ragazzo ero insofferente ai Craxi e alle Jervolino (oggi piddina), quando poi, checché se ne dica, tangentopoli ha mostrato tra Dc e Pxi ben altro che qualche spinello da reprimere. Per me, è come un sogno che si realizza, un po' come quando il 25 aprile del '94 mi chiedevo quando sarebbe caduto il piccolo dittatore.

«La cannabis mi ha procurato parecchie immagini eccellenti. Non metto altro nella mia insalata quotidiana e "che successo!". Qualche tirata dalla tettarella verde e riesco a vedere chiaramente temi complessi».     William S. Burroughs

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