2.12.11

Pisapia venduto

Anni '70, parcheggio di via Pagano.
A Milano ora ci son torrette e parcheggi per auto elettriche: vuoti, testimoni anche loro che in città è cambiata l'orchestra, ma non la musica. Quella propaganda insulsa che ha fatto perdere gli altri e vincere Pisapia, oggi è l'impalcatura del suo triste e inutile mandato.
Cl prospera, osteggiata solo da qualche valoroso magistrato. Segue, a ruota, il Pd, partito prono alla "andragatia", ambizioso di aver raccolto Milano per avere una grande legittimità politica. Sel ha come coordinatore provinciale un alcolizzato. Come sindaco, una nullità che all'ultimo consiglio comunale manco ha avuto coraggio di presentarsi (alla Moratti), mandando avanti la vicesindaco, campionessa di silenzio (a meno di bombardarla di sacrosante domande).
L'assessore ai trasporti, nominato per la sua incapacità, doveva servire a ben altro. Un giorno annunciano che prenderanno grandi decisioni contro lo smog, poi in consiglio dicono di lasciare le cose come stanno; dopo qualche ora, la genialata: fermiamo i diesel Euro 3!
Avrebbero potuto dotare il comune e le partecipate di auto elettriche e a gas; aumentare il biglietto Atm ma meno, istituendo anche un ticket di 60 minuti a un euro; togliere l'ecopass; fare delle vere ciclabili; fare campagne sul rispetto delle regole da parte di tutti, a piedi e con 2 o 4 ruote; assumere centurie di ausiliari che multando disincentivassero l'uso dell'auto, fino almeno alla circonvallazione esterna. Facendo anche cassa, magari senza accanirsi sul trasporto delle merci, non certo a diporto come chi, col Suv, per comprare due pirlate sfonda strade, polmoni e persone, a piedi o su due ruote.
La città ammala e loro non sanno cosa fare, troppi interessi in gioco. La mafia non è mai stata così bene a Milano, lo dice Benny Calsanzio (uno che se ne intende). Vivere nella merdopoli strema e chiede un conto, salatissimo. La foto sopra non è una proposta ma una provocazione: in città di gratuito restano le panchine e le fontanelle. Tutto il resto costa e troppo, per una qualità della vita scadente. Quando un politico si vende, svilisce i diritti, il bene comune, la città stessa. La primavera arancione è finita, con le consulenze d'oro, con i provvedimenti vuoti e ricchi di propaganda, alla Pierfrancesco. Non ci sono scelte coraggiose, innovative, intelligenti. C'è la codardia e il quieto vivere, atteggiamento utile con i capibastone e paradigma in ogni altra situazione.
Milano uccide, come accaduto a Ferrulli per mano della polizia, ma soprattutto con l'inquinamento, con buona pace dell'ennesimo figuro che di sinistra ha solo la parte anatomica del corpo. Pisapia ci mise un bel po' a comunicare i membri della giunta: forse doveva arrendersi, già allora, a dinamiche in cui ha abbassato la testa. Altro che Soccorso Rosso, a saper la fine che avrebbe fatto, tanto valeva che si fosse messo con Servello e Petronio, a lanciare bombe a mano per strada nel '73. Sarebbe stato più coerente.

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