1.8.13

l'indice cappuccio&brioche

Mi sconcerta la quotazione a Milano della classica colazione fuori casa, soprattutto in periferia. Ormai è quasi impossibile trovare cappuccio e brioche sotto i 2 euro. Ma che si tratti di un caseggiato popolare, con rave notturni di blatte e roditori, alle pendici di Quarto Oggiaro o di San Siro, il prezzo medio è 2 euro e 30 centesimi. Con vari corollari scandalosi: il latte a volte è del discount, il caffè lungo o il cappuccio sono la pulitura della macchina espresso, se il cliente è distratto e non abituale il barista può evitare di ricaricare il portafiltro, per non dire del latte portato a temperature gastritogene, anche qui per risparmiare quando invece un singolo cappuccio costa come un litro del nettare bianco. Chicche finali, la disaffezione per cui salutare non è dovuto ed emettere lo scontrino tanto meno - solo che qui si tratta di illegalità. Guarda un po', spesso invece sono i gestori cinesi a rispettare questi ultimi due punti fermi. 
Mandare avanti un bar non deve essere facile, soprattutto ora che i consumi sono rattrappiti. Mi pare però poco furbo alzare i prezzi e tenere bassa la qualità di un servizio cui si rivolgono molti cittadini; è come si sentissero dire già dal mattino, da una delle prime azioni, che Milano è scorbutica, disgustosa e, sostanzialmente, ladra.

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