11.8.15

Bentornato Gian Maria!

È con colpevole ritardo, ma non meno viva e vibrante soddisfazione, che voglio complimentarmi con il meraviglioso Gian Maria Volonté nel suo nuovo ruolo. Il film "Quirinale" è un sicuro successo al botteghino e Volonté, con quel capello bianco simil-saggio, quella familiarità da marcello pera in mutande, quell'aria demente da "mi sono perso e non so manco l'inglese", lo interpreta come solo lui poteva farlo. Che dire poi dei gustosi siparietti, come con la regina inglese, dove lui, orfano di traduttrice, pare il maroni di Crozza, e la vegliarda che pure lo apostrofa affettuosamente con un bel "you're very fresh!" (trad. "A FRESCONE!"). Non voglio approfittare della ipotizzata depenalizzazione del vilipendio del PdR ma mattarella pare un quaquaraquà, uno che sembra tutto e soltanto un vestito con qualcosa dentro. Sarà il gioco delle parti, dopo "il papa" (alla michele greco) buono, devi mettere in scena un ominicchio che ruba il mestiere ai comici, perché sarebbe tautologico fare battute su un tizio già ridicolo di per sé.

Naturalmente mi scuso per Gian Maria (per sergio no, ovvio) ma 'ste righe mi frullavano in testa da troppo tempo e ogni volta che vedo il presidente penso con affetto a Volonté, a come avrebbe impersonato bene il dramma di una banderuola, perché questo Quirinale sembra un film tragico diretto da Franco Rosi. O, forse più tristemente, quando vedo mattarellae, rifuggere nel ricordo malinconico di Gian Maria è molto più sano. Con Volonté si può piangere, come fece lui stesso quando vide girare il proprio funerale, nel finale di "Un uomo da bruciare" o come capitava a chi non poteva che restarne folgorato, come la comparsa romana nel ruolo di guardia, durante l'arringa di Vanzetti ("e be' me commuove questo...") o il doroteo Martinazzoli, nascosto in un angolo a lacrimare, alla fine della proiezione de "Il caso Moro". E ora vado a fare un po' di catarsi anch'io sulle immagini del funerale di Gian Maria Volonté [dal punto 6:35] dove furono dette le frasi che seguono.

Ho fatto cinque film con questo grande attore. Insuperabile per l'adesione ai progetti, che accettava solo quando trovava ragioni di coinvolgimento morale (Franco Rosi)

Scusaci... Non ti siamo stati abbastanza vicino (Omero Antonutti)

...Tutto il tuo coraggio e... E sempre la tua speranza che... qualcosa cambiasse... che... hanno affaticato il tuo cuore. Adesso tocca a noi, ciao...  (Renato Carpentieri)

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