Aldo (Trip, uno dei modi con cui era soprannominato), non c'è più. O meglio, adesso vive in tutti noi che lo abbiamo conosciuto e amato.
Le nostre tombe nel cuore lo conserveranno per sempre.
Odio scrivere, soprattutto adesso. Ma Aldo era stato, tra le altre anime, uno degli ispiratori del blog. Lui, proprio come un dolce Salvatore Borsellino, diceva semplicemente "Resistere", che poi è una delle tag di questo sito.
Ma "Trip" era stato un idraulico, un insegnante d'arte, un libraio, un agit prop, e, sopra ogni cosa, un compagno. Lui sì.
Non nascondo il sentirmi colpevole, per tante cose, ma qui non c'entro io.
Domenica pomeriggio se n'è andato, proprio come in una canzone di Piero Ciampi.
Gli devo molto. Gli devo la vita, ma anche qui, non voglio deragliare.
Incubo della Digos meneghina negli anni '90, e tanti altri nemici, ma così, con molto onore, alla von Frundsberg.
Aldo che mi parla d'arte, che sospira "Rostagno", Aldo che viene a casa mia il giorno che hanno ammazzato Falcone, e lo sconcerto lo accomuna al mio amato padre.
Aldo.
Potrei dire troppo, e ce ne sarà. Come al funerale, che probabilmente si terrà in forma civile al Cimitero di Lambrate nei prossimi giorni, con virata a Potlatch (ma come cacchio si scrive?!) in quel di via Padova.
A presto.

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