Stazioni mortali

L'uccisione del giovane di 22 anni... Già una frase così fa rabbrividire. L'omicidio che si è consumato a Milano Certosa due sere fa è terribile. Ormai un caso politico, dove sembrano più credibili le accuse sull'insicurezza dei treni. Perché non è successo sulla strada e le zone dove non arrivano facilmente le pattuglie sono spesso pericolose: le famigerate aree pedonali, tanto care alla crociata contro le auto, le zone verdi e, non ultime, le stazioni. Ieri un regolamento di conti tra nordafricani a Garbagnate ha bloccato la circolazione. Martedì sera, proprio quando è morto il ragazzo a Certosa, una violenta rissa si è consumata tra la Stazione di Lambrate e via Valvassori Peroni - ma questa, non ha fatto notizia, mentre una gazzella e una volante cercavano, invano, di tenere in pace le aree intorno alla Stazione.
Come non condividere l'idea di chi dice che su un convoglio, spesso ci sia solo il capotreno per la sicurezza? O che le stazioni lombarde siano terra di nessuno? "Il numero di reati negli ultimi anni è cresciuto, anche ai danni del personale di Trenord". 
Concordo con chi dice che Milano Certosa sia una stazione degradata da anni e ho provato brividi, a ripensare a quando abitavo lì vicino e dovevo andarci. Il sottopassaggio mi faceva una paura tremenda, ho subito tentativi di aggressione, mi salvavo scappando e, poi, trovando la soluzione nel passarci in bici,  a tutta velocità. Mentre, per i treni, rinunciavo a usarli di sera, finendo poi ad avere un'auto, perché più sicura. Parlo di più di vent'anni fa. Perché dopo, ovviamente, non ci sono più stato. 
Non si può che invocare la presenza di più agenti. Ma al di fuori delle zone rosse, che quanto a ferrovie sono Centrale, Garibaldi e Rogoredo, restano gli incubi di Lambrate, Certosa, S. Cristoforo, e tutte le altre del Passante.
È evidente che il problema siano i fondi, proprio come ricordato quando, l'anno scorso, finalmente Cadorna ha visto la creazione di un punto Polfer: lì veniva annunciato che però il presidio sarebbe rimasto sguarnito in alcune fasce orarie.
A Lambrate, dalle 18 alle 7, c'è un vigilante a sorvegliare tutta la stazione(!). A Rogoredo, due. Lambrate, peraltro, anche se non vede fermare treni passeggeri di notte, rimane aperta, e attraversata per lo più da merci. E il comune si ostina a lasciare enti di volontariato a distribuire cibarie e vestiario ogni sera, fuori dalla Stazione, attirando confusione, degrado, cibo buttato che ha alimentato colonie di topi, oltre a mercatini di beni avuti gratis, e l'indotto (spacciatori che si fingono homeless, prostituzione, traffico di rifugiati...).
C'è bisogno di meno paura. E che prendere un treno non sia una scommessa per la vita.  

Nessun commento:

Posta un commento